Il regista milanese Mario Zanot lancia una vera e propria sottoscrizione popolare, con un’offerta minima di 10 euro, per realizzare un film tratto dal libro Un indovino mi disse del grande giornalista e scrittore Tiziano Terzani.

La storia è incentrata su un’esperienza realmente accaduta allo scrittore nel 1976: ad Hong Kong, un indovino cinese gli predice  che nel 1993 correrà un grande rischio di morire in un incidente aereo. Giunto alla fine del 1992, Terzani si ricorda della profezia e decide, più per gioco che per paura, di tenerne conto: trascorrerà quindi l’intero 1993 senza mai utilizzare aerei ed elicotteri. Ottenuto dal giornale per il quale lavora (il settimanale tedesco “Der Spiegel”) il permesso di vivere un anno muovendosi solo per terra e mare (cosa inconsueta per un giornalista), Terzani festeggia il capodanno 1993 in Laos, dove si trova per motivi professionali, e si appresta a trascorrere l’anno rispettando la profezia, ma anche incontrando ogni sorta di indovini e astrologi a cui chiedere conferme sulla profezia.

A partire dal 21 dicembre Zanot è riuscito a raccogliere circa mille euro al giorno, l’obiettivo è arrivare ai 500.000 entro l’inizio delle riprese, previsto per l’ottobre prossimo. Coloro che contribuiranno alla raccolta vedranno il loro nome impresso nei titoli di coda del film.

Tra i primi testimonial del comitato per la raccolta fondi si distinguono personaggi del giornalismo, della cultura, dello spettacolo tra cui Silver, il creatore del fumetto Lupo Alberto, Angela Terzani Staude, scrittrice e moglie del giornalista, Franz Di Cioccio, musicista della Premiata Forneria Marconi, Raffaele Palumbo, giornalista di Controradio di Firenze, l’attore Valerio Mastandrea (che potrebbe essere il protagonista del film) ed il giornalista Ettore Mo.