Dopo una lunga e fortunata carriera come attore, Fabio De Luigi ha deciso di fare il grande passo e di mettersi dietro la macchina da presa. Alla sua prima volta da regista ha diretto una raffinata commedia dal titolo piuttosto goloso: Tiramisù (al cinema dal 25 febbraio).
Al centro la storia di Antonio Moscati (interpretato dallo stesso De Luigi), rappresentante di materiale sanitario, sposato felicemente con la dolce insegnante Aurora (Vittoria Puccini) che un giorno, proprio grazie a uno speciale tiramisù cucinato da quest’ultima, inizia una improbabile scalata al successo.
Ecco cosa ci ha raccontato l’attore-regista.

A cosa si deve questo esordio alla regia?
Era un desiderio che coltivavo da diverso tempo e che per un po’ è stato tarpato da mille paure e pudori. In passato ho scritto un paio di sceneggiature con Alessandro Genovesi, seguendo la nascita di un film praticamente dal foglio bianco: impossibile non rimanerne affascinati. Da qui mi erano già arrivate delle proposte di regia, ma avevo sempre rimandato, fino ad ora.

Tiramisù è una commedia molto raffinata. Ci sono stati dei modelli a cui ti sei ispirato?
A dire la verità no, mi sono semplicemente fatto ispirate e trascinare dalla sceneggiatura. L’obiettivo era quello di fare qualcosa di divertente (d’altra parte la gente da me si aspetta questo) e al tempo stesso elegante, bello. Da qui anche la scelta di Vittoria Puccini, perfetta per il ruolo di Aurora, donna dolce e al tempo stesso determinata, che ad un certo punto non accetta che stia sparendo nel marito quella purezza che l’aveva fatta innamorare di lui.

Ci spieghi il motivo per cui hai deciso di fare girare tutto intorno al tiramisù?
Per il fatto che si tratta di un dolce semplice, ma con tanti ingredienti e che quindi, a livello metaforico, si presta a mille interpretazioni. Nel film gesto banale come il regalare un tiramisù fa partire la scalata al successo di questo uomo che prima tutti consideravano un perdente. Se Icaro si brucia le ali, Antonio si brucia letteralmente il cervello.

Che regista sei? Lo rifarai?
Sono un iper-perfezionista, come in tutte le cose. Se non ci fosse stato qualcuno, sul set, a dirmi che andava tutto bene io sarei ancora lì a lavorare. Naturalmente mi piacerebbe ripetere l’esperienza, ma intanto stiamo a vedere come andrà Tiramisù nelle sale.