Non sono bastate le energie profuse per la tecnologia digitale di animazione che caratterizza il cartone da sala Le avventure di Tintin diretto da Steven Spielberg e prodotto da Peter Jackson a convincere la critica di settore, persuasa dal fatto che è la trama ad dover avere la funzione principale del film in questione.

La trama ed i suoi personaggi reggono il senso completo di una produzione cinematografica, su questo non c’è dubbio, ma per Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno la critica italiana più autorevole non risparmia neanche il fatto di essere stata disattesa nelle aspettative, nonostante una regia ed una produzione del genere lasciassero intendere una sorta di “sicumera”.

Non ha perciò riscosso successo tra gli addetti a veicolare le informazioni sui film, il cartone che vede il reporter Tintin alle prese con un immancabile cattivo, da cui sarà trascinato in una serie di fantasmagoriche avventure all’insegna dell’eterna lotta tra bene e male.

Anche chi l’ha paragonato ad Indiana Jones ha commesso un errore da ingenuo, poiché il personaggio di Harrison Ford portava il pubblico a parteggiare per lui senza riserve, mentre di fronte a Tintin si rimane scostanti preferendo seguire le peripezie tecnologiche dell’innovazione del linguaggio sul quale è costruito il film.