We Need to Talk About Kevin, è uno tra i titoli presenti nel cartellone della manifestazione svoltasi a Courmajeur, Noir in festival.

Diretta da  Lynne Ramsay e con Tilda Swinton nel ruolo della protagonista, racconta l’altro lato della medaglia di una tematica già affrontata da Elephant di Gus Van Sant.

Ma a differenza del film francese, interamente girato con la steadycam come fosse la visione labile della mente dell’adolescente che sarà l’autore della strage nel suo liceo, il film della Ramsey affronta la visione di un accadimento simile, da un altro punto di vista, quello della madre del ragazzo che compirà la strage, con tutto il suo peso di responsabilità ed del tremendo senso di colpa che può investire un genitore.

La pellicola si apre con una sequenza visionaria nella quale la presenza di una cromaticità allarmante come quella espressa dal rosso, presagisce l’evento tragico, la cui narrazione è orchestrata su due piani distinti, e per la quale viene adottato il linguaggio del montaggio alternato che esplica parallelamente i fatti oggettivi a quelli percepiti attraverso l’universo privato della figura femminile.

La chiusura del film risarcirà il personaggio di Tilda Swinton della distanza dovuta al disturbo psicologico del figlio Kevin – da tutti interpretato come disagio tipico della delicata fase di crescita attraversata, fino al compimento del dramma – con un gesto d’affetto che rappresenterà la catarsi emotiva di un rapporto madre-figlio rimasto irrisolto.