Il 18 ottobre di un anno fa, il conduttore Rai Tiberio Timperi fu protagonista di un episodio piuttosto imbarazzante. Nel corso della trasmissione Uno Mattina in Famiglia di quel giorno, infatti, a causa di un errore di montaggio nella messa in onda di una parte di programma registrata e non in diretta, fu mostrata ai telespettatori, per ben due volta, una sequenza in cui Tiberio Timperi pronunciava una bestemmia.

A poco valsero le scuse e la giustificazione che si trattava di un fuorionda, che si stava registrando e che per errore erano state mandate sequenze che mai si sarebbero dovute mostrare ai telespettatori. Per la Rai si trattò di una doppia beffa: non solo fu mandata in onda, per ben due volte, la bestemmia di Tiberio Timperi, ma proprio a causa di quell’errore si scoprì che parte della trasmissione di Uno Mattina in Famiglia non era in diretta ma registrata. Le giustificazioni della Rai (che per Tiberio Timperi erano un’attenuante e non una scusante) non convinsero però i telespettatori e la sequenza incriminata finì immediatamente in rete, facendo scoppiare le polemiche su quanto accaduto.

A distanza di un anno da quell’episodio, l’Autorità per le Comunicazioni ha fatto sapere di aver accolto la denuncia presentata dall’associazione dei consumatori Codacons e di aver sanzionato la Rai infliggendole un’ammenda di 25 mila euro. La somma da pagare è stata giustificata dal fatto che la bestemmia di Tiberio Timperi mandata in onda rappresenta una violazione al Codice di Autoregolamentazione Media e Minori cui la Rai ha aderito.

La Rai non ha però deciso di restare con le mani in mano e di pagare senza batter ciglio. L’azienda ha infatti impugnato la decisione dell’Autorità per le Comunicazioni dinanzi al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, costringendo così il Codacons a dover intervenire anche davanti ai giudici, a difesa del provvedimento emesso dall’Agcom.