569 “fuck” in 179 minuti, uno ogni 20 secondi, per la precisione 3,18 al minuto. Sono questi i “fottuti” numeri di The Wolf of Wall Street, il nuovo film di Martin Scorsese che proprio grazie alla diffusissima parolaccia conquista subito un record molto particolare: quello di film dove più volte la si pronuncia per bocca di Leonardo DiCaprio (qui le dichiarazioni dell’attore sul film).

Viene dunque battuto S.O.S. Summer of Sam – Panico a New York di Spike Lee (1999) che si era fermato a 435 “fuck”, con una media di 3,06 al minuto, seguito poi da Niente per bocca di Gary Oldman (1997) con 428 e una media di 3,34 (fonte Wikipedia). In verità il primo posto spetterebbe al lungometraggio Fuck, che come dice il titolo ruota intorno al significato della parola in questione, ma si tratta di un documentario, non di un film. Per la statistica comunque il termine ricorre per 857 volte in 93 minuti (media siderale di 9,21).

La pellicola di Scorsese, però, lascia far parlare di sé non solo per il linguaggio scurrile che lo caratterizza, ma anche per le tematiche che affronta: sesso e droga (senza rock’n'roll!), scatenando l’ira funesta della censura. Hollywood Reporter parla di film vietato a qualsiasi tipo di pubblico in Malesia e Nepal, a Singapore la visione è permessa solo ai maggiori di 21 anni. Negli Emirati Arabi hanno accettato (nel senso di tagliato con l’accetta) 45 minuti ritenuti troppo forti.

In India sono state eliminate alcune scene come quella dell’orgia gay, della masturbazione pubblica, dell’attore che sniffa cocaina dal lato B di una prostituta e la frase che ha creato scandalo “si sa, tutte le suore sono lesbiche”. Persino in USA i fotogrammi in cui il protagonista si fa sfilare una candela accesa dal suo fondoschiena è stata ritenuta poco opportuna. Nel nostro paese, invece, quasi stranamente, siamo stati molto più libertini (qui il trailer del film).

(Foto by InfoPhoto)