Partito con qualche dubbio, il nuovo talent di Rai 2 sta riscuotendo sempre più successo di ascolti. Le confessioni di Piero Pelù.

Questa sera andrà in onda l’ultima audizione al buio di The voice Italia, il talent show di Rai 2 partito con qualche riserva che si è subito sciolta dopo aver assistito alla prima puntata. Una formula decisamente nuova alla quale, i patiti del genere, non erano abituati. Scegliere il concorrente basandosi esclusivamente sulla voce, senza conoscerne sesso, aspetto ed età, non è un compito facilissimo.

I quattro coach ci stanno riuscendo egregiamente, le cosiddette “Blind audition” vedono Raffaella Carrà, Riccardo Cocciante, Noemi e Piero Pelù molto concentrati, a suon di complimenti e corteggiamenti, cercano di soffiare il talento al collega, il tutto condito di scherzose schermaglie fra loro. Al momento, 16 concorrenti a testa, a Riccardo Cocciante ne mancano sei, quattro a Raffaella Carrà, sono pari, invece, Noemi e Piero Pelù che sono i più gettonati, ne mancano solo tre.

Gli ascolti, nelle prime tre puntate di audizioni al buio di The voice Italia, sono andati in crescendo, arrivando nella terza puntata con un interessante share del 14,03 per cento, pari a 3 milioni e 645 mila telespettatori, da considerare anche il successo sui social. Il pubblico che è maggiormente interessato è compreso nella fascia di età fra i 15 e i 24 anni (15,90 per cento), gli italiani che appaiono essere maggiormente interessati sono i marchigiani, le regioni più rappresentate nel talent sono la Puglia e la Toscana, con quattro concorrenti a testa, seguite da Sicilia (tre), Trentino Alto Adige e Lombardia con due a testa.

Andando oltre gli ascolti e accantonando per un momento i vari talenti che mano a mano si vanno scoprendo, diciamo che la vera rivelazione di The voice Italia è sicuramente Piero Pelù. Insospettabile la sua simpatia, la risposta sempre pronta, il suo continuo pungolare i colleghi, e le ‘toscanate’ esilaranti.

Piero Pelù ha una sorta di ‘doppia vita’, fa rock con i Litfiba e, sceso dal palco, appollaiato su una grande poltrona rossa, fa il giudice a The Voice Italia. Intervistato da Repubblica il rocker ha commentato il suo doppio ruolo e le sue perplessità iniziali nel dover accettare la proposta. Era convinto che si trattasse dell’ennesimo talent show con i giudici che devono scegliere fra l’uno e l’altro con i soliti siparietti per far crescere l’audience.

Solo quando ha avuto la certezza che si trattava di tutt’altro discorso, Piero Pelù ha accettato l’incarico di giudice a The voice Italia:

Ho capito che mi lasciava spazio per esprimermi esattamente come interessa a me, e quando ne ho avuto la certezza condividerlo con gli altri era un valore aggiunto.

Per il resto, ha ottimi rapporti con tutti gli altri coach, con Raffaella Carrà ha in comune la frequentazione della stessa scuola di teatro Orazio Costa: ‘Poi lei è diventata un’icona televisiva, io una bestia da palco’. A proposito di Riccardo Cocciante: Non mi vorrei sbilanciare ma dopo Demetrio Stratos e Celentano, come voce al terzo posto ci metto lui.

Alle critiche del suo pubblico che non vedeva di buon occhio la sua partecipazione a The voice Italia, Piero Pelù ha risposto:

Cercate di non fare i prevenuti, prima vedere il programma, poi casomai mi massacrate, e visto che sono riconoscibile anche in questo programma, il 99% dei criticoni a scatola chiusa si è ricreduto, credo anche perché è un programma che rispetta la musica e a questo io ci tengo molto.

Nel contempo, Piero Pelù continua il suo tour che lo vedrà a Bologna il 4 aprile e che si concluderà 21 aprile a Roma.