Già conosciuto per aver posato in mutande per uno spot e leader di una band, il cantante dichiara di essere stato chiamato dalla redazione del talent di Rai 2.

Le audizioni al buio sono ormai terminate per lasciare spazio alla seconda fase di The voice Italia, il talent show di Rai 2 che sta conquistando largamente il favore del pubblico. Gli ascolti stanno crescendo ed i quattro coach Raffaella Carrà, Piero Pelù, Riccardo Cocciante e Noemi hanno formato le loro squadre.

Nella seconda fase, le ormai conosciute Battle, dopo la prima simpatica fase di scelta, i coach devono ora fare una scrematura delle loro squadre. La fase delle eliminazioni fra i componenti della stessa squadra non è semplice e può succedere che l’eliminato non sia d’accordo, vedi Daniele Vit in polemica con Raffaella Carrà.

In attesa della nuova puntata di The voice Italia, uno dei concorrenti delle audizioni al buio, è stato intervistato dal settimanale ‘Vanity Fair’. Diciamo subito che, a parer di chi scrive, ovviamente, Timothy Cavicchini è lungi dal potersi definire umile. Piuttosto presuntuoso, dalle pagine del settimanale tiene a sottolineare che non ha scelto lui di presentarsi ai casting, è stato contattato dalla redazione:

Hanno preso solo professionisti, mica come a X Factor dove vedi gente che magari lavora in banca e a 40 anni si sveglia con l’idea di fare il cantante. Sono sempre stato scettico sui talent, ti fanno firmare contratti troppo vincolanti e io non posso smettere di suonare con la band: con la musica ci mangio. Ho accettato perché mi hanno lasciato libero; non viviamo chiusi in un loft e tra noi c’è anche meno competizione: che si vinca o si venga buttati fuori, cantare resta il nostro lavoro.

Timothy Cavicchini è un volto conosciuto, meglio dire un corpo (ovviamente nudo) conosciuto per aver girato un famoso spot pubblicitario in mutande. Sicuramente bello e prestante, ma è anche bravo, è stata una delle cose che hanno sottolineato le due coach, anche lui cercherà di portare a casa un contratto con la Universal, per farlo ha scelto la squadra di Piero Pelù.

Partendo dal presupposto che per autopromuoversi non si dovrebbe mai denigrare gli altri, opinione anche questa personale, con un tantino di spocchia, Timothy Cavicchini ha un ‘pensiero anche per i recenti talenti emersi da altrettanti talent e sulle necessità impellenti del mondo della musica italiana:

Di donne brave ce ne sono già tante, il mondo musicale ha fame di uomo. Anche perché quelli emersi di recente, penso a Mengoni, non hanno la classica voce maschile.

Sarà per questo che ha vinto il Festival di Sanremo? Sarà perchè Marco Mengoni è bravo, simpatico, umile e per niente esibizionista?