Fervono gli ultimi preparativi per la partenza del nuovo talent show di Rai Due, questa volta parla Riccardo Cocciante.

A qualche giorno dal taglio del nastro di partenza di The voice Italia cominciano a parlare i giudici del nuovo talent di Rai Due che partirà il 7 marzo con le selezioni al buio. Questa volta è stato Riccardo Cocciante ad essere intervistato da ‘Il Giornale’, che racconta del ritmo serrato con il quale stanno lavorando per realizzare un programma in realtà molto complesso, volto ad aiutare i giovani cantanti.

Abbiamo già parlato dell’affiancamento di coach ai giudici, così Raffaella Carrà sarà affiancata da Gianni Morandi, Piero Pelù sarà con i Marlene Kuntz, la rossa Noemi da Mario Biondi e Riccardo Cocciante da Kekko Silvestre leader dei Modà ed autore piuttosto quotato. L’unico davvero debuttante alla conduzione è Fabio Troiano che, per qualche tempo, abbandona la recitazione per dedicarsi al nuovo ruolo.

Riccardo Cocciante ha un’alta considerazione di Kekko Silvestre, come spiega a ‘Il Giornale’:

Lui è un cantante molto interessante, credo abbia tutte le qualità per fare una lunga carriera.

Come già numerose volte spiegato, la selezione di The voice Italia parte assolutamente al buio, nella prima fase, infatti i concorrenti cantano di spalle, di loro si ascolterà solo la voce:

Perciò The Voice è diverso dagli altri: il look, l’aspetto fisico, la storia singola di ciascun cantante vengono dopo. Al centro c’è il talento e la capacità di trasmettere emozioni. Forse in passato qualche volta la costruzione del personaggio è stata esagerata. Io invece voglio artisti che sappiano pungere magari anche graffiare il pubblico con la propria voce.

Ci sarà anche la fase in cui, in diretta, i talentuosi dovranno scontrarsi a The Voice Italia, le squadre canteranno gli stessi brani, i giudici deciderà poi chi arriverà in finale. Fondamentale per scoprire la caratura di ciascun cantante, spiega Riccardo Cocciante.

Lui non ha mai partecipato ad un talent, ma all’epoca, erano una cosa sconosciuta, non esistevano, Riccardo Cocciante fa ancora parte della generazione in cui i discografici investivano nei talenti e la notorietà bisognava conquistarsela sul campo:

Ero troppo aggressivo e diverso. Magari non mi avrebbero mai scelto anche solo per l’aspetto. Ora mi prometto di aiutare questi ragazzi. E mi piace farlo perché hanno una forza incredibile, sono proprio capaci di dare la scossa. Ad esempio, con quelli della mia squadra abbiamo fatto una breve sessione di lavoro e mi sono accorto di quanto siano recettivi. Ovviamente sono inesperti: ma hanno una tremenda voglia di crescere.