The Voice of Italy, giunto alla sua seconda edizione, è uno dei talent musicali più apprezzati della tv italiana. Dopo il grande successo dello scorso anno, anche nel 2014 sta riscuotendo un notevole successo, sia in termine di ascolti, sia per la qualità e la bravura dei concorrenti che i 4 coach, Raffaella Carrà, J-Ax, Piero Pelù e Noemi, stanno formando per trasformarli in veri professionisti del settore. Proprio del team della caposquadra più giovane faceva parte una cantante che, finito il programma, ha continuato la sua carriera musicale al di fuori degli studi televisivi di via Mecenate. Lei è Francesca Monte, giovane salernitana che oltre ad amare la musica, vanta già numerose esperienze anche all’estero (GUARDATE QUI IL VIDEO DELL’INTERVISTA ESCLUSIVA A PIERO PELU’).

Dopo aver fatto girare tutti e quattro i coach alle blind audition, Francesca si distinta tra tutti gli altri concorrenti per la potenza della sua voce. Una volta terminato The Voice si è subito messa all’opera pubblicando il suo primo singolo, insieme ai DynatronicTurn The Lights On, ballato in tutti i club del mondo, e dall’8 marzo 2014 sta promuovendo il secondo singolo Everlasting Fire. Noi di Leonardo.it l’abbiamo incontrata per capire meglio come un talent televisivo possa fornire la giusta preparazione per affrontare il mondo della musica e come Francesca stia vivendo il suo grande momento. Ecco cosa ci ha rivelato.

Come ti descriveresti in tre parole?

Sensibile, determinata, tormentata.

Com’è nata la tua passione per la musica?

La musica per me è stata come una vocazione. A 14 anni ho preso le mie prime lezioni di piano ed ho iniziato a scrivere i miei primi testi e a comporre. Il pianoforte è uno strumento che mi ispira tantissimo. La musica è l’unica cosa che riesce a placare la disperazione del mio animo.

Com’è nata l’idea di “Everlasting fire”, il tuo ultimo singolo? 

“Everlasting fire” nasce dalla proficua collaborazione coi Dynatronic, tre producers salernitani (Antonio Caramiello, Davide Paone, Mariano Cantarella). Si tratta del secondo singolo targato Goood records, dalle sonorità EDM, con leggere influenze dubstep rivolte alla dancefloor. Ogni mio pezzo nasce al piano e viene successivamente elaborato dai miei producers che sviluppano le mie idee senza stravolgerle. Di “Everlasting fire” sono disponibili, su tutti i digital store, due dmx: il primo realizzato da due djs,producers/remixers torinesi Bross&Laurer, il secondo realizzato dagli stessi Dynatronic.

Hai duettato con Buddy Miles e Carlos Santana. Che emozioni hai provato e come quest’opportunità ti ha fatto crescere musicalmente?

Ben nove anni fa non ero consapevole dell’eccezionale esperienza che stavo vivendo. Trovarmi in studio a duettare con un mito, che mi trattava alla pari con grande umiltà, mi ha lasciato un prezioso insegnamento. Sono una privilegiata che ha avuto l’onore di partecipare ad uno degli ultimi lavori realizzati da Buddy prima della sua prematura e dolorosa scomparsa. “You have a powerful voice, like Christina Aguilera” mi disse, una frase che non dimenticherò facilmente.

Cosa ti ha lasciato l’esperienza di The Voice of Italy?

The Voice of Italy è stata un’esperienza inaspettata. Sono stata scelta da tutti e quattro i coach (Noemi, Raffaella Carrà, Riccardo Cocciante e Piero Pelù) ed è stata un’emozione indescrivibile. Ho scelto Noemi perché è stata la prima a schiacciare il pulsante “I want you” ed anche perché abbiamo gusti musicali affini.

Che differenze hai notato tra la prima e la seconda edizione del programma?

Le differenze di quest’anno sono notevoli, specialmente il ripescaggio, una grande opportunità per gli esclusi alla battle, e i knockout. Sicuramente i ragazzi in gara hanno maggiore visibilità rispetto alla prima edizione. Diciamo che loro sono avvantaggiati conoscendo il meccanismo del programma. Rivedere The Voice è sempre è sempre un colpo al cuore per me perché rivivo ogni volta tutte le sensazioni che trapelano negli occhi dei nuovi concorrenti.

Pensi che The Voice sia davvero un trampolino di lancio? Quanto è servito a te per intraprendere questa carriera?

Sicuramente è un trampolino di lancio per farsi conoscere dal grande pubblico, ma dopo bisogna imparare a volare con le proprie ali. Credo che con i talent, a volte, si rischia di diventare dei bravi interpreti e di trascurare quello che ogni vero artista dovrebbe fare: comporre e creare.

Cosa ne pensi del fenomeno di Suor Cristina? Quanto il suo “personaggio” incide sul programma?

Credo che abbia una bella voce, sicuramente il suo personaggio l’ha aiutata a farsi spazio all’interno del programma. In fondo è pur sempre spettacolo televisivo (GUARDATE QUI IL VIDEO DELLA SUA ULTIMA ESIBIZIONE).

Qual è l’album “della tua vita”?

L’album che ha cambiato il mio modo di intendere e di vedere da un’altra prospettiva la musica è “The wall” dei Pink Floyd.

Tra i tuoi progetti c’è anche la realizzazione di un album?

Sì, sto lavorando al mio primo album in italiano, affiancata sia dai miei produttori che da musicisti e artisti che stimo molto.
Ho sentito l’esigenza di scrivere e comporre tutte le mie sensazioni degli ultimi cinque mesi, senza filtrare niente. Sarà un album autobiografico, una lettera a cuore aperto dedicata a tutti i miei fan, ideato per far sì che possano rispecchiarsi nelle mie parole. Nell’album prevarranno sonorità elettroniche miscelate a vari generi quali il jazz e l’hip hop e tratterà temi come l’amore, il tradimento, il perdono, ma anche temi sociali.

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