Molti lo conoscono per il suo ruolo in Hugo Cabret, ultimo film di Martin Scorsese. Altri per l’apparizione in Biancaneve e il cacciatore. Lui preferirebbe essere ricordato per Zona di Guerra di Tim Roth.

Ray Winstone si presenta a Locarno in compagnia del regista Nick Love. I due sono in zona per presentare in anteprima mondiale The Sweeney, ultima fatica cinematografica di Winstone, che sarà proiettata in Piazza Grande.

Si tratta di un thriller poliziesco dai toni duri, che strizza l’occhio agli anni ’70 e alla tradizione europea di matrice televisiva. Il film si fa carico di temi, personaggi e mood ispirati nettamente all’omonima serie tv britannica, molto popolare anni fa.

Winstone è il protagonista, nei panni dell’ispettore Regan: un poliziotto simile per certi versi al Commissario Ingravallo del Pasticciaccio di Gadda: ispido, sovrappeso, dai modi bruschi e dalla morale messa a repentaglio da diversi fattori esterni.

Il progetto The Sweeney è nato cinque anni fa, quando Love ha proposto il ruolo ad un Winstone inizialmente preoccupato: temeva di non riuscire a reggere il confronto con la serie e col passato.

Il suo Ispettore Regan, invece, ha tutte le carte in regola per competere con gli altri. Entrambi, attore e personaggio, rappresentano la classe operaia, leit motive che ha permesso a Winstone di calarsi meglio nei panni dell’agente.