The Following è iniziato: lo scorso 21 gennaio è approdato su Fox e su 10 milioni di schermi americani. E in Italia? Per chi non lo avesse già visto, questa nuova e cupissima serie tv con Kevin Bacon arriva praticamente in contemporanea su Premium Crime (4 Febbraio 2013) e su Sky Uno.

Che l’attesa fosse altissima lo dimostra la fiducia dell’emittente americana a Kevin Williamson, il Re Mida delle serie tv. Uno che, dopo il successo di Dawson’s Creek è passato a quello di The Vampire Diaries senza fare una piega. Insomma, che ci sapesse fare con i teen drama era assicurato, ma i crime dalle atmosfere un po’ pulp e gotiche?

Perché The Following è proprio questo: una serie tv che racconta le gesta di un agente dell’FBI (Kevin Bacon) alle prese con un assassino tanto feroce quanto geniale ( James Purefoy). Tutto intorno, una serie di characters non proprio originali: c’è l’agente stronza, il novellino super-geek, l’ex fidanzata che, guarda caso, è anche l’ex moglie dell’assassino. E poi c’è una bottiglia sempre mezza vuota e l’ossessione del passato: perché Ryan Hardy (Bacon) è ormai solo l’ombra del grande investigatore di un tempo, quando riprendiamo le fila della sua vita dopo l’evasione di Carroll (Purefoy).

Ci sono i fantasmi del passato, insomma, e una serie di vittime orrendamente mutilate in nome della passione dell’ormai ex professore Carroll per Edgar Allan Poe. La trama prende piede a cose già fatte: Carroll evade ma i crimini per cui si è meritato l’esecuzione capitale risalgono a dieci anni prima. Ed evade per un motivo: il suo arresto, per mano di Hardy, è avvenuto un attimo prima di finire il suo lavoro, l’assassinio dell’ultima vittima (interpretata da Maggie Grace, Shannon in Lost).

Fin qui sembra tutto decisamente poco originale, uno show già visto e rivisto in cui la sola forza deve risiedere per forza negli attori. E  infatti il punto non sono gli assassinii.

Il bello arriva quando ci si accorge che, grazie a una fitta rete di contatti web, Carroll si è fatto degli amici, dei  veri e propri followers. Gente disposta a tutto per lui, anche fingere, uccidersi, costruirsi una vita falsa solo per continuare il suo progetto. Ed ecco che la tensione sale: perché questi adepti sono dovunque ma nessuno sa chi siano nè cosa sono disposti a fare.

Perché seguire the Following, che stasera va in onda in Usa con il secondo episodio? Ecco cinque buoni motivi:

- c’è un assassino affascinante e carismatico: sarà pure folle e sadico, ma James Purefoy nei panni di Carroll è ipnotico. E’ impossibile non cedere al suo sguardo, mentre ti racconta il perché della sua follia.

- per ammirare Kevin Bacon: l’attore è alla sua prima esperienza seriale. Non è molto in forma nei panni del consunto Hardy (forse è un po’ troppo freddo e ingessato), ma quella malinconia nello sguardo fa tenerezza. Diamogli una seconda possibilità.

-cè tensione: una cosa che non deve mancare mai insieme ai cliffhanger e ai colpi di scena, è proprio la sensazione che qualcosa di orribile stia per accadere. E il pilot di The Following tiene con il fiato sospeso

- è una serie geek: anche se non propriamente ferrata sui nuovi trend social (Carroll “assume” i suoi seguaci tramite forum e chat, ma in che anno siamo, nel 1990?) si vede che c’è la volontà di trasformare la rete in un groviglio di possibili relazioni malate, da cui prende piede tutta la vicenda e da cui, speriamo, non avremo altro che belle sorprese.

- c’è un triangolo: A Williamson i triangoli amorosi piacciono e se lui non fa altro che infilarli in ogni suo show vuol dire che piacciono anche allo spettatore. Anche in The Following c’è un triangolo – tra Claire, ex moglie di Carroll, lo stesso assassino e Hardy – e sappiamo già che la questione si farà calda e darà ampio respiro alla trama orizzontale.