Robin Wright (non più Penn, dopo la separazione del suo ex marito, Sean) interpreta se stessa in versione cartone nel nuovo film “The Congress”, ibrido tra animazione e attori in carne e ossa che ieri ha aperto la Quinzaine des Realisateurs, selezione parallela del Festival di Cannes.

Ari Folman, israeliano, già regista del bel Valzer con Bashir, progettava l’opera da quasi vent’anni. “La prima volta che ho letto il romanzo avevo sedici anni – racconta il regista israeliano – poi l’ho riletto a scuola di cinema e ho capito che ne dovevo farne un film. Solo dopo il successo di Valzer con Bashir ne ho avuto l’opportunità”.

Il film di Folman, tratto dal romanzo fantasy scritto nel ’71 da Stanislaw Lem (“The futurogical congress”) , racconta la storia di una diva quarantenne che ha abbandonato la carriera per occuparsi, da madre single, dei due figli, il minore dei quali sta diventando sordo per una malattia degenerativa (ad assisterlo c’è il dottore Paul Giamatti). L’attrice, con ormai seri problemi economici , vorrebbe tornare in scena ma la major Miramount le offre invece di scansionarla completamente e usare la sua immagine per un ventennio, facendole girare tutti i film che nella carriera reale aveva rifiutato, compresi quelli di fantascienza. La donna inizialmente è titubante ma alla fine il suo agente, Harvey Keitel, la convince prospettandole un futuro di libertà dagli studios.

“Ho scritto il personaggio su misura per Robin, avevo pensato a Cate Blanchett o Cameron Diaz, poi una sera a una cerimonia a Los Angeles ho incontrato Robin. L’ho guardata per tutta la sera, affascinato dalla sua vulnerabilità. Nella notte ho chiesto al mio disegnatore di lavorare alla sua immagine e mi sono presentato da Robin, che ha detto sì” dichiara Folman.

Passano i vent’anni e la Miramount chiama Robin per un nuovo contratto. Nel frattempo la major ha creato un mondo d’animazione dove rifugiarsi prendendo delle droghe. Con una fialetta la donna si trasforma in cartoon. L’universo descritto dalla pellicola ha un tratto completamente diverso da quello di Valzer con Bashir, è un tributo ai fratelli Fleischer, gli autori di Popeye e Betty Boop, le animazioni anni ’30.

Il nuovo contratto la trasformerà in una sostanza chimica che il pubblico potrà assumere, cocktail o pillola, per essere come leiper qualche istante. Seguono colpi di scena e un messaggio critico verso lo sfruttamento hollywoodiano dell’immagine.

“La realtà ha superato il libro-conclude il regista-mentre cercavo a Los Angeles un posto per la scena in cui scansionano Robin ho scoperto che quei laboratori esistono già. Gli attori in carne e ossa non sono più necessari, nell’era post-Avatar. In futuro, anche per motivi economici, ci saranno sempre più attori solo virtuali. Ma io spero che il fattore umano continui a resistere e The Congress è il mio piccolo contributo a questa battaglia”.

E’ lo stesso presupposto alla base di Matrix, solo che nel film di Folman “l’altro mondo” è un cartone animato. Ma le riflessioni e le considerazioni che ne scaturiscono dalla visione sono le stesse: meglio vivere in un mondo brutto, ma reale o bello, ma falso?

Ecco il trailer ufficiale: