Dopo mesi di rumors, anticipzioni e spoiler, immagini promozionali e interviste della protagonista AnnaSophia Robb è arrivato sugli schermi della CW The Carrie Diaries. Cosa dobbiamo aspettarci da questo prequel di Sex And the city versione anni ’80? Ecco la recensione e la trama del primo episodio.

Anni ’80, un qualunque High School del Connecticut. Carrie è una studentessa che deve fare i conti con la prematura morte della madre – una scrittrice fashionista – la ribellione della sorellina minore Derritt e i drammi della scuola, i primi amori e le delusioni dei suoi amici in campo sentimentale.

In mezzo a quello che sembrerebbe un menàge abbastanza lineare e per niente originale c’è lei, Manhattan: il sogno di Carrie, la sua amante segreta, quella che, anni dopo sarebbe diventata la sua ispirazione.

Il sogno di Carrie Bradshow, la giornalista glamour e indipendente che tutte noi ragazze, almeno una volta nella vita, abbiamo sognato di essere comincia proprio qui, almeno secondo la CW, in un teen drama.

Orfana di Gossip Girl e dell’Upper East Side, la rete aveva bisogno di rinverdire la sua offerta di giovani leve del fashion, farcendo le loro avventure non solo di bei vestiti ma anche di un pizzico di pepe, molto amore, tante delusioni e una bella colonna sonora.

E’ da queste esigenze che The Carrie Diaries, attesissimo prequel della serie più amata dalle donne di tutto il mondo Sex and the city, prende piede e si sviluppa su nodi che probabilmente scioglieremo solo alla fine di questa prima stagione, composta da 13 episodi.

Ma il mondo di Carrie prima di conoscere le sue tre amiche e di cominciare a indottrinare Manhattan sul “buon sesso” com’era?

Forse è il caso che ve lo dica: neanche lontanamente simile a come lo avevate immaginato. Innanzitutto perché chi ha amato Sex and The city non sente il bisogno di sapere cosa diavolo facesse Carrie al liceo: amori tormentati? Prime volte? Nuove avventure? Niente più e niente meno di un qualsiasi teen drama già visto.

Ma se provassimo per un attimo a ripartire da zero e a cancellare tutto ciò che sappiamo essere accaduto dopo il simbolico matrimonio tra Carrie e Manhattan, potremmo apprezzare questa nuova serie tv?

La risposta è un probabile sì: bei vestiti, grande cura per i dettagli, una bella ricostruzione degli anni ’80 e una accettabile recitazione della protagonista AnnSophia Robb (sulle cui spalle -povera – grava il peso di un confronto già perso in partenza) sono ottimi punti di partenza per seguire questa serie fino alla fine, o almeno per dare un’occhiata al pilot, andato in onda da pochissimi giorni negli USA.

The Carrie Diaries non c’entra nulla con Sex and The city, anche se le citazioni ci sono e si fanno sentire: così la nostra giovane aspirante alla vita Carrie, con tutù d’ordinanza, cammina sognante per le strade della sua città ( o di quella che sarebbe diventata poi la sua città) e viene bruscamente interrotta da uno spintone; e alla fine un po’ di nostalgia torna a farci visita mentre la vediamo aprire un diario, con la scrivania ben piazzata davanti alla finestra ( in Sex And the City quell’inquadratura aveva un significato ben preciso: come se Manhattan stessa la spiasse durante la scrittura).

Tutto il resto è contorno – un tripudio di spalline, orecchini luccicanti, borse fluo e caschetti – ma è un contorno piacevole che non ricorda nulla di ciò che abbiamo visto fino ad ora e, proprio per questo, più apprezzabile.

Voto al pilot: 7 e mezzo

Voto alle intenzioni: 8