The Carrie Diaries continua a farci viaggiare nel tempo e a riportarci, puntata dopo puntata, back to’80. Ecco la trama e la recensione dell’episodio 1×04 Fright Night.

Cominciamo subito col dire che gli ascolti non stanno premiando quel delizioso teen-drama che è The Carrie Diaries (qui trovate la recensione del pilot). Orfana di Gossip Girl, la CW ha cercato di riversare tutta l’attenzione dei fan su questo prequel di Sex And the city, sbagliando proprio nella sua presentazione: con SATC non c’entra proprio nulla.

Così come vi avevo detto nella recensione del primo episodio, scordatevi la Carrie Bradshow che avete amato (o odiato, o ammirato e invidiato): questa è tutta un’altra cosa. Mi sono presa 3 episodi per decidere se AnnSophie Robb, la protagonista, fosse adorabile o odiosa, se la sua recitazione un po’ melensa e le sue faccette mi disturbassero. La risposta è: deliziosa. Un po’ come la prima Blair Waldarf ma senza cattiveria, per intenderci.

Forse i telespettatori hanno sopravvalutato l’idea del prequel di SATC o forse ne avevano abbastanza di teendrama. Tant’è che solo con questo episodio, dal titolo Fright Night e dedicato ad Halloween la CW ha rialzato un po’ gli ascolti.

La cosa bella di The Carrie Diaries, oltre ai costumi e alla colonna sonora, non sono gli amori, i tradimenti e le piccole avventure che ogni protagonista di teen-drama, da Kelly e Brenda passando da Dawson hanno vissuto e che, ovviamente vivono anche Carrie e i suoi amici. La cosa bella è la contrapposizione tra la provincia e The City, quella luccicante Manhattan dove Carrie comincia a vivere le sue prime avventure da… Carrie Bradshow.

E in questo episodio la cosa si fa più forte che mai: invitata insieme a Walt -  il gay che non vuole ammettere di essere gay, altro cliché delle serie tv americane ma non per questo meno adorabile – a un party di Halloween da Larissa, Carrie sfoggia non solo un meraviglioso travestimento (la riproduzione originale dell’abito di Lady Diana al matrimonio) ma anche una tenacia e una lucidità che è propria del personaggio sin dai primi episodi.

A questo party i due fanno la prima esperienza con la droga ma, mentre Carrie si ostina a proseguire il suo cammino di brava ragazza, Walt cede e, liberato dalle inibizioni, finisce col baciare un ragazzo. Siamo ancora ben lontani dall’ammissione di omosessualità, ma siamo certi che la cosa si concluderà con un happy end (insomma, Jack di Dawson’s Creek ce lo ricordiamo tutti: prima di fare outing ha addirittura fatto sesso con Joey. Un rito di iniziazione duro ma necessario).

E’ il personaggio di Larissa a uscire distrutto dalla serata: troppe droghe, troppe feste, troppa finta allegria, ed ecco che la donna di mondo si ritrova ad essere accudita da una sedicenne vestita da principessa.

Intanto, anche nel Connecticut le droghe non mancano: Mouse con l’aiuto di Sebastian si fa la prima canna (e questo non fa che rendercela più simpatica). Su Sebastian, il love interest di Carrie, non mi pronuncio: potrebbe essere un personaggio fighissimo o il solito bastardo dal cuore tenero che si redime per amore.

Continuo a consigliarvi la visione di questa serie tv. Perché? E’ ben fatto, è dolce e per 40 minuti, ti rilassa.

Cosa chiedere di più a un telefilm?