Teo Teocoli si confessa in un’intervista esclusiva al “Corriere della Sera” dove ha parlato della sua vita privata e professionale. Senza peli sulla lingua, ha raccontato le sue debolezze e i suoi fatti più intimi. Quattro le donne della sua vita: la moglie Elena e le figlie Anna, Chiara e Paola “che lo hanno cosparso di zucchero”. “Uscire dalla televisione all’inizio mi ha fatto incavolare ma ora sono felice: canto, racconto storie, mi chiedono di fare Peo Pericoli e Caccamo e io, zac, glieli faccio. Dopo i bis con i ragazzi dell’orchestra si prende la macchina, un panino al formaggio, minerale e via a casa alle 5 del mattino. Mi sento di nuovo giovane” ha detto Teocoli.

L’attore, poi, ha raccontato aspetti inediti della sua vita privata, soprattutto della sua infanzia che definisce, senza mezzi termini, “difficile”: “Mamma cuciva in sartoria, papà non lavorava e non si vedeva mai, meglio perché quando arrivava mi picchiava di brutto. Il classico padre-padrone. Ero un disadattato. Di fronte al bidello in divisa ho pianto per ore, facevo fatica a scrivere e leggere. Non capivo nemmeno il concetto di proprietà. Mi chiamavano terun, africa, baluba, altro che non incazzarsi”.

Teocoli e il rapporto col padre

Una volta raggiunto il successo, il padre si sarebbe fatto vedere spesso in teatro “soprattutto per chiedergli soldi”: “E io l’accontentavo. Era pur sempre mio padre”. Sul suo carattere irascibile ha aggiunto: “Ho sempre agito d’istinto e anche per ignoranza non ho mai saputo confrontarmi serenamente con gli altri [...] Fatma Ruffini (produttrice Mediaset, ndr) pretendeva di fare la regista, tagliava gli sketch. Con me non va bene, ho rinunciato a un miliardo e mezzo di lire a Paperissima perché il copione faceva schifo“. E poi anche un quasi-litigio con Adriano Celentano che avrebbe preteso 35 milioni per inserire una canzone in un film: “Come potrei litigare con Adriano? Il guaio è che di quelle cose lì si occupa Claudia (la moglie, ndr)”.

Infine affronta il capitolo Franco Califano e gli spinelli che avrebbe fumato da giovane: “Gli spinelli non li contiamo, uno dei più belli con Califano l’abbiamo fumato dopo Italia-Germania 4-3. Risultato? Occhi spalancati per tre giorni di fila e da lì mai più. Cocaina? La prima pista ci ho starnutito su come Woody Allen in “Io e Annie” e m’hanno guardato storto. Fra l’altro la roba che circolava era meno pericolosa di quella di oggi. Comunque non ne vado fiero e alle mie figlie ho parlato chiaro”.