La pensata di riportare sul grande schermo le Tartarughe Ninja è stata più che buona, la realizzazione ancora meglio: la nostalgia degli anni ’90 si fa sentire spesso e volentieri, soprattutto nella fascia d’età che mi appartiene (quella dei trentenni) e se l’obiettivo del produttore Michael Bay era quello di coinvolgere grandi e piccini con una pellicola dall’impronta vintage tirata a lucido con un mix sapiente tra live action e CGI 3D, beh a mio modesto parere ci sono riusciti benissimo.

Le quattro tartarughe mutanti e adolescenti fanno divertire, le risate dei giornalisti in sala lo confermano (e vi garantisco che solitamente ci sono degli aspri critici musoni seduti accanto a me), e possiamo essere sicuri che continueranno ad essere uno dei franchise più amati in Italia e nel mondo intero.

Il forte contrasto tra la loro forza ed il loro carattere spiritoso, brioso, pieno di energie e creatività come solo i giovani sanno essere coinvolge lo spettatore proprio come la protagonista femminile del film, April O’Neil, interpretata da una quasi irriconoscibile (per via della chirurgia plastica) Megan Fox, giornalista desiderosa di far carriera grazie ad uno scop sui “Vigilanti” coloro che combattono nella notte contro il Clan del Piede, ovvero le quattro Tartarughe Ninja create in laboratorio dal suo stesso papà tradito ed ucciso dal collega ed amico Eric Sacks (interpretato da William Fichtner), alleato del cattivissimo Shredder.

La resa del film si avvicina tanto al modello Marvel per battute piene di ironia (naturalmente pronunciate il più delle volte da Michelangelo), azioni ed effetti speciali. Un piccolo difetto, però, c’è anche qui: la caratterizzazione dei personaggi rimane molto superficiale, accennata solo con qualche battuta, sarebbe stato decisamente interessante, invece, tirar fuori maggiormente l’animo tormentato di Raffaello sempre in contrasto con il desiderio di ordine e l’attitudine al comando di Leonardo, o provare a tirar fuori maggiormente la straordinaria efficienza di Donatello, il più nerd tra i fratelli.

Anche il super cattivo Shredder avrebbe necessitato di una maggiore attenzione, anche nella cura del suo aspetto: la sua armatura sembra esser stata scippata da un episodio de i Transformer strizzando l’occhiolino a chi adora il genere, ma privando un po’ di originalità il personaggio.

Già uscito all’estero, il film ha incassato più di 300 milioni di dollari, segno che la spettacolarità di un certo genere di blockbuster premia sempre e che il pubblico ha voglia di personaggi giovani, divertenti e decisamente positivi. Vedremo invece dal 18 settembre come risponderà il pubblico italiano al Cowabunga dei teenagers mutanti.

VOTO: 7