È scontro tra Quentin Tarantino e i poliziotti di New York. Per adesso, è meglio specificarlo, si tratta per fortuna soltanto di uno scontro verbale. Il grande regista statunitense è sceso per le strade di New York City per partecipare a una manifestazione di protesta contro le violenze da parte della polizia, soprattutto nei confronti delle persone di colore, e la risposta degli agenti non è tardata ad arrivare.

La partecipazione di Quentin Tarantino alla marcia di protesta per chiedere affinché venga fatta giustizia per le vittime degli abusi dei poliziotti non è certo passata inosservata. L’autore di pellicole come Pulp Fiction, Bastardi senza gloria, Jackie Brown e il recente Django Unchained rischia però ora di vedere i suoi film boicottati dalle forze dell’ordine, a partire dal suo prossimo atteso The Hateful Eight, in arrivo nelle sale statunitensi il giorno di Natale e previsto in uscita in Italia il 4 febbraio 2016.

Secondo quanto riporta Deadline, Tarantino avrebbe commentato la sua partecipazione alla marcia di protesta dichiarando: “Questi poliziotti assassini dovrebbero finire in carcere o almeno essere incriminati”.

Le parole di Tarantino, così come la sua adesione al corteo, non sono certo state apprezzate dalla polizia. Secondo il sindacato, è sembrato fuori luogo organizzare una marcia di protesta contro le violenze delle forze dell’ordine proprio pochi giorni dopo la morte di un agente ad Harlem, mentre cercava di sedare una rissa.

Patrick Lynch, il presidente della Patrolmen’s Benevolent Association, il sindacato dei poliziotti di NYC, ha commentato molto duramente quanto dichiarato da Quentin Tarantino e invita i newyorkesi a boicottare i suoi film: “Non è una sorpresa che qualcuno che si guadagna da vivere glorificando la violenza e la criminalità sia anch’esso uno che odia la polizia. Gli ufficiali che Tarantino definisce ‘assassini’ non vivono in una delle sue depravate fantasie da grande schermo, loro rischiano e talvolta sacrificano la propria vita per proteggere la comunità dai veri crimini. I newyorchesi devono mandare un messaggio a questo portatore di degenerazione per dirgli che non ha il diritto di venire nella nostra città per spacciarci il suo calunnioso ‘Cop Fiction‘”.

Shauntel Abrams, un parente del poliziotto ucciso ad Harlem, ha invece dichiarato: «Credo sia stato irrispettoso. Tutti si scordano che dietro l’uniforme c’è una persona”.