Candidato al premio Oscar prima per The Hurt Locker e poi per The Town, il poliedrico e versatile attore statunitense Jeremy Renner, noto anche come Clint Burton – ovvero il supereroe senza superpoteri Occhio di Falco della saga cinematografica degli Avengers – ha voluto parlare un po’ di sé in occasione del Taormina Film Fest. Con estrema sincerità, non si è tirato indietro nemmeno davanti al tema delle armi, una sua passione e oggi un tema più caldo che mai, dopo la recente strage di Orlando.

Ecco come ha esordito davanti ai nostri microfoni: “Ho deciso di fare l’attore perché non c’è niente altro che mi renda felice e che mi motivasse allo stesso modo. Consiglio a chi voglia intraprendere questa carriera di farlo solo se è l’unica cosa che vi ispira e motiva nella vita. Oltre a tutto il lato glamour, infatti, è un lavoro a tutti gli effetti”.

Cosa scatta nella tua testa quando leggi una sceneggiatura? Come fai a intuire le potenzialità di un film?

“Prima guardo la storia, ma quando mi sveglio è sempre una sensazione diversa. Devo trovare una verità nel progetto, sentirmi coinvolto. Non voglio dare risposte, le voglio trovare. Voglio essere messo alla prova. Per me non ci sarebbe divertimento se non fosse così.”

Occhio di Falco è un working-class hero, ovvero non ha superpoteri particolari, ha una famiglia ed è legato ai valori famigliari. Sei d’accordo con questa definizione?

“Sicuramente Occhio di Falco è un personaggio che ha qualità particolari, ma non è un supereroe. Clint ha una buona mira, ma non sa far roteare un martello come Thor… in quello Chris è bravissimo!”

A proposito di Chris Hemsworth, tutti i tuoi colleghi supereroi parlano bene di te. Ti adorano!

“Li ho pagati bene! No scherzo, lavorare con loro è la parte migliore, sono le persone che rendono bello questo lavoro.”

Hai lavorato anche con Kathryn Bigelow, in The Hurth Locker. Come ti sei trovato a lavorare con lei?

“Ogni film di Kat è diverso. Il suo modo di dirigere mi ha permesso di fallire, di entrare nella pelle del personaggio, di renderlo realistico e di farlo mio. È una regista straordinaria.”

Com’è stato, invece, lavorare con Ben Affleck, in The Town?

“Un’esperienza diversa dalla precedente. Credo che sia un regista fenomenale, molto attento ai dettagli, ed è uno che non ti ferma mai durante le riprese. La cosa divertente è che recitava alcune scene con me, e si fermava a fissarmi mentre ripetevo le battute. Si galvanizzava, ripetendo le stesse battute sottovoce! Questo è l’inconveniente di quando sei anche il regista e lo sceneggiatore del film.”

Secondo te, il cinema imita la serialità televisiva? Se sì, come cambia il lavoro di attore?

“Il cinema sta prendendo spunto dalla serialità televisiva, è vero, ma non credo che per un attore ci sia differenza. I fan vogliono passare più tempo con questi personaggi, che amano e odiano. Personalmente, amo il Trono di Spade: c’è una qualità altissima e credo che valga anche per altri prodotti televisivi.”

Il tuo Occhio di Falco è un cecchino infallibile. Che ne pensi invece dell’uso delle armi al di là della finzione cinematografica?

“Il personaggio che interpreto usa le armi, ma questo non mi legittima a parlare di armi per gli altri. È anche vero che sono cresciuto in un ranch, dunque per me e armi sono una protezione e anche uno sport, ma solo e esclusivamente questo.”