Il 18 settembre di 110 anni fa nasceva Greta Garbo, una tra le più celebri attrici della storia del cinema. All’anagrafe Greta Lovisa Gustafsson, nasce a Stoccolma, in Svezia, da una famiglia di umili origini. Comincia a lavorare appena quindicenne ed è proprio al PUB, un grande emporio di Stoccolma dove è assunta in qualità di commessa, che conosce il regista Erik Petschler, che la introdurrà al mondo del cinema.

A 18 anni viene chiamata per un provino dal regista finlandese Mauritz Stiller, suo mentore e amico. Sarà lui a consigliarle di cambiare il proprio nome in Greta Garbo, ispirato a Bethlen Gabor, sovrano ungherese del XVII secolo.

Il successo arriva nel 1925 con “La via senza gioia”, di Georg Wilhelm Pabst, pellicola che diverrà un classico della cinematografia e apre la strada alla giovane attrice verso un futuro hollywoodiano, con un contratto alla MGM. Dal 1927 al 1937 interpreta una ventina di film, suo malgrado sempre nel ruolo di seduttrice.

Molto chiacchierata è la storia d’amore che unisce la Garbo e l’attore americano John Gilbert, una delle più grandi stelle del cinema muto, che la donna non esita a lasciare quando lui le chiede di sposarlo. Proprio di questi anni il gossip comincia a parlare della sua presunta bisessualità. D’altra parte, schiva ed estremamente riservata, nel tentativo di proteggere la sua vita privata dalle incursioni di giornalisti e fotografi, Greta ottenne invece di creare intorno alla sua figura un irresistibile alone di mistero. Durante gli anni trenta l’attrice vive un’altra importante storia sentimentale con il compositore Leopold Stokowsky, mentre numerose sono le biografie che confermano l’intensa relazione fra la Garbo e la poetessa Mercedes de Acosta. Riservata fino all’eccesso, Greta le non perdona però di aver diffuso informazioni sulla loro storia sentimentale, interrompendo ogni contatto.

Nel frattempo Greta Garbo interpreta ruoli diversi, dalla spia alla regina del doppio gioco, assassina, aristocratica, moglie infedele, ammaliatrice e donna irresistibile, cortigiana e persino prostituta, tanto che nel 1939 Ernst Lubitsch le affida il ruolo di protagonista nell’esilarante commedia Ninotchka, in cui la diva dimostra insospettate doti comiche, mostrandosi per la prima volta in una risata.  Il film verrà quindi lanciato con lo slogan “Garbo laughs”, ovvero “la Garbo ride”.

Dopo l’insuccesso del film “Non tradirmi con me” (1941), a soli 36 anni la Garbo decide di ritirarsi dalle scene per condurre una vita il più possibile riservata. Nonostante quattro nomination (con “Anna Christie”, “Romanzo”, “Margherita Gauthier” e “Ninotchka”), mai un Oscar è stato vinto dall’attrice che ha sedotto intere generazioni con il suo carisma e il suo fascino misterioso. Federico Fellini diceva tuttavia di lei : “È una fata severa: in cuor suo era, senza mezzi termini, la fondatrice di un ordine religioso chiamato cinema“.

Morirà all’età di 84 anni, il 15 aprile del 1990 al Medical Center di Manhattan.

Di lei resta il ricordo degli scandali amorosi e quel suo modo di vestire, definito ‘stile alla Garbo’,  fatto di giacche dal taglio maschile, pantaloni, camicia e cravatta. Greta resta il simbolo di una femminilità raffinata, dotata di un fascino austero ma altamente sensuale, una tre le personalità più emulate dalle donne di tutto il mondo tra gli anni Trenta e Quaranta.

Nel 1950 la rivista Variety la nomina migliore attrice dei primi cinquant’anni del secolo e un premio Oscar alla carriera le viene conferito nel 1954.