Qualcuno alla Mostra del Cinema di Venezia starà ancora ridendo per una battuta di ieri fatta da Takeshi Kitano. Il cineasta giapponese è al Lido per presentare il suo Outrage beyond, film che segna il suo ritorno nella kermesse e che fa da sequel a Beyond (uscito due anni fa).

Pulp, violenza e azione nella pellicola, cinismo, sarcasmo e ironia per i giornalisti che lo intervistano. Come quando il vecchio Takeshi, regista amatissimo da Tarantino, asserisce che il 3D funziona solo per un tipo di film:

“Il 3D va bene solo per un film erotico o pornografico, per gli altri non serve”.

Evidentemente, il Nostro, resta legato alle tradizioni, all’approfondimento di una realtà difficile e ricca di piaghe che affliggono il Sol Levante. Una su tutte? La Yazuka, ovvero la Mafia Giapponese, protagonista in negativo dello sfondo che caratterizza Outrage beyond.

Kitano nel film è Otomo. Se volete, una sorta di Totò Riina con gli occhi a mandorla.

Non solo Mafia. Outrage beyond è anche un ottimo spaccato del Giappone post-terremoto, sciagura che ha indotto il regista a fare riferimento al film nell’opera.

Una buona occasione per prendersela con lo Stato, che nulla ha fatto per le popolazioni colpite. O meglio, qualcosa ha fatto: soltanto tante parole di pseudo-sostegno.