L’ora della verità. Questo il sottotitolo italiano scelto per accompagnare Taken 3, l’ultima interpretazione (e probabilmente quella finale) di Liam Neeson nei panni dell’ex agente della CIA Bryan Mills.

Un personaggio che ha dato una svolta imprevista alla carriera dell’attore nord irlandese, noto in precedenza per i suoi ruoli molto seri e drammatici, imponendolo come un’icona dell’action movie moderno.

Come succede spesso nei filoni più apprezzati del genere la saga ideata da Luc Besson (recentemente al cinema con il campione di incassi Lucy) ha subito un progressivo slittamento “auto-ironico”: se il primo capitolo prendeva molto sul serio le minacce al protagonista e alla sua famiglia, Taken 3, nonostante le premesse tragiche, scivola con decisione nell’autoreferenzialità.

Il film, che negli USA ha ottenuto buoni ma non ottimi incassi, prende il via da una situazione di pace e stabilità solo apparente: Bryan finalmente può riposarsi a Los Angeles, dividendosi tra la figlia Kim (Maggie Smith) che ha da poco annunciato la propria gravidanza e la ex moglie Lenore (Famke Janssen), in rotta con il nuovo compagno e interessata a un ritorno di fiamma.

Ma tutto cambia quando Lenore viene ritrovata senza vita nell’appartamento di Bryan, incastrato da alcuni vecchi nemici della mafia russa che hanno un conto in sospeso con lui.

In fuga dalla polizia che non crede nella sua innocenza e determinato a proteggere la figlia sgominando coloro che lo minacciano, Bryan si ritroverà a dover guadagnare la fiducia dell’ispettore Franck Dotzler (Forest Whitaker).

In uscita mercoledì 11 febbraio al cinema, Taken 3 è nuovamente diretto dal regista Olivier Megaton: il film però non rappresenterà l’ultimo ruolo action della carriera di Neeson, dato che per il 30 aprile è prevista l’arrivo nelle sale italiane di Run All Night, un thriller d’azione firmato da Jaume Collet-Serra.