Si parla tanto di crisi e di come questa stia investendo in maniera più o meno incisive tutti i paesi del mondo.

Un conto è parlarne, un conto testare con mano come il periodo di austerità stia investendo anche un terreno apparentemente così florido come quello della produzione cinematografica americana, da sempre fabbrica di dollari.

Il segno brutto della crisi a Hollywood arriva proprio dai tagli previsti per la prossima stagione dalle case di produzione che hanno coinvolto, tra gli altri anche Johnny Deep, tra gli attori più pagati del momento.

Tra le produzioni tagliate figura anche quella della Disney: cancellato The Lone Ranger, con Depp tra i protagonisti, remake di un cult western radiofonico degli anni ’30.

Bloccati anche progetti di Ron Howard, Guillermo del Toro e il film Southpaw, che avrebbe riportato il rapper Eminem al cinema.

Tra i depennati anche il remake di “Yelow Submarine” a cui stava lavorando Robert Zemeckis.

Senza casa di produzione anche il mega progetto “The dark tower”, si tratta di una trilogia di film e due serie tv pensate da Ron Howard e tratte dalla serie omonima di sette romanzi di Stephen King. La casa di produzione Universal, tra le più grandi in assoluto di Hollywood, ha bloccato tutto, a fronte del rifiuto di limitarsi a un solo film.

Sempre la Universal aveva già bloccato At the mountains of madness, horror da 150 milioni di dollari del regista messicano Guillermo del Toro con Tom Cruise.