Dopo la sua vittoria a The Voice e la pubblicazione del suo album “Sister Cristina” (prodotto dalla Universal) si erano un po’ perse le sue tracce, ma adesso Suor Cristina continua a proseguire il suo percorso musicale debuttando a teatro in uno dei musical tra i più noti, la versione italiana di Sister Act.

In molti erano rimasti stupefatti durante le blind audition del talent, tanto che la stessa Raffaella Carrà le chiese se non si trattasse di un costume: la stessa esibizione ha fatto poi il giro del mondo e durante il suo percorso, insieme all’uscita del suo lavoro in studio, ha ricevuto anche i complimenti di Madonna e Whoopy Goldberg.

Dal 10 dicembre il musical sarà in scena a Roma, presso il Teatro Brancaccio, con l’ultima data nell’anno nuovo, il 1° gennaio 2016: una prova molto impegnativa in quanto il musical andrà a teatro quasi ogni giorno, anche più di una volta. Nell’adattamento italiano del celebre musical dalle atmosfere soul e funky e ricco di coreografie e parti recitate Suor Cristina non poteva non vestire i panni di Suor Maria Roberta, la sorella novizia del convento, che in qualche modo può ricordare la stessa Sister Cristina.

La novizia è una ragazzina” ha spiegato “ancora non ha ricevuto la chiamata e si trova a scegliere tra il mondo esterno e il convento. Si farà tante domande, ma poi deciderà di donarsi completamente al Signore. In fondo è stato così anche per me quando ho fatto la mia scelta“.

Sul palcoscenico Suor Cristina – nel rispetto dei suoi impegni della vita di convento – si alternerà con Veronica Apeddu: “Stiamo lavorando molto bene insieme” dice Suor Cristina “ci scambiamo opinioni sul personaggio, cerchiamo, ognuna con il suo vissuto, di disegnarlo al meglio, grazie anche al regista Saverio Marconi.

Insieme a lei, ci sarà anche Belia Martin, già protagonista della versione spagnola e ora anche di quella italiana vestendo i panni di Deloris – nel film interpretata da Whoopy Goldberg -, Pino Strabioli nei panni del Monsignor O’Hara, Francesca Taverni in quelli della Madre Superiora e ancora Felice Casciano in quelli del gangster Curtis.

Ovviamente le critiche riguardo la sua decisione non mancheranno, “C’è sempre qualcuno che non è d’accordo – dice lei -, ma non esiste luogo in cui non possa arrivare il messaggio di Gesù” specie per quanto riguarda eventuali “remunerazioni”: “Io ho fatto voto di povertà. Gli introiti vanno tutti alla congregazione per finanziare i progetti di solidarietà che abbiamo in Brasile, lì ci sono dei bambini che vorrebbero creare una banda musicale e noi stiamo cercando di aiutarli a realizzare quel sogno“. E poi, la stessa potrebbe avere anche un sostenitore speciale, “Credo che Papa Francesco mi appoggerebbe, perché la Chiesa deve accorciare le distanze con la gente. Che Dio benedica questo musical!”.

Il direttore artistico dello storico teatro romano, Alessandro Longobardi, avvia il nuovo progetto che a sua volta è firmato da Viola Produzioni in collaborazione con la Compagnia della Rancia: durante il testo e le liriche sono state tradotte da Franco Travaglio e grazie alla sua atmosfera – che spazia dal soul, al funky e disco anni ’70 – il pubblico verrà coinvolto in una storia “dinamica, incalzante e divertente”. Sister Act – Il Musical è diretto da Saverio Marconi, insieme a un team artistico composto da Stefano Brondi come direttore musicale, Rita Pivano come coreografa, Gabriele Moreschi come scenografo e ancora Carlo Buttò come direttore di produzione, Carla Accoramboni come costumista, Valerio Tiberi (disegno luci) e Emanuele Carlucci (disegno suono).