Dopo il polverone alzato con l’uscita della cover “Like a Virgin”, nella serata del 9 novembre Suor Cristina Scuccia è stata ospite di Fabio Fazio nello studio di Che tempo che fa.

Accompagnata dalle immancabili consorelle, Agata e Carmela, durante l’intervista Fazio e la suora orsolina hanno ripercorso tutto il successo dal boom di The Voice ed il continuo successo riscosso a livello mondiale, ma il momento più atteso dal pubblico era scoprire se Sister Cristina partecipasse alla nuova edizione del Festival di Sanremo, per la quale la stessa non esclude la possibilità: “Potrei accogliere la possibilità” ha dichiarato “aspetto un invito, siamo aperte a tutto”.

La suorina ha poi raccontato il suo passato, come si è avvicinata la fede – grazie ad un musical – fino a parlare della sua tipica giornata con sveglia alle 6, accompagnata dalle lodi mattutine, per poi proseguire con la celebrazione eucaristica da cui dichiara, “prendiamo la forza per affrontare la giornata”, dividendo poi il resto della giornata tra il servizio in parrocchia, con i bambini, facendo catechismo e animando, qualche volta, la messa domenicale. “Ormai vengono persone da fuori ad ascoltarmi” ha dichiarato “Però è bello. È anche un modo per avvicinare tutti alla chiesa“. Nonostante il successo, quindi, Suor Cristina è rimasta sempre la stessa, dichiarando “la mia vita religiosa è rimasta quella di prima”.

E’ un mezzo (la musica) per testimoniare di aver incontrato Cristo. All’inizio non ero abituata, tremavano le gambe alle mie superiore” un passo fatto dopo l’esortazione di Papa Francesco di andare nelle periferie portando ciò che si ha e Suor Cristina, appunto, porta la sua voce attraverso il canto. Ovviamente è stato ritagliato un momento per parlare del suo album in uscita l’11 novembre per Universal Music, Sister Cristina, contenenti dieci cover e due inediti, per la quale ribadisce di averli scelti soffermandosi sul significato dei testi. Qui spiega la scelta ricaduta proprio sulla hit di Madonna, “Like A Virgin”: “Nel periodo della scelta ho ascoltato per caso la versione di Amos Lee (cantautore e musicista americano)” apprezzandola a tal punto da andare a ripescare il testo, “Senza pensare al passato della canzone” immedesimandosi in questa, esprimendola come una sorta di preghiera raccontando com’è stata toccata nel profondo del cuore da Dio. Un messaggio tutto nuovo espresso anche nella copertina dell’album, con Suor Cristina seduta di fianco ad una sedia vuota perché questa “rappresenta l’accoglienza, la Chiesa è sempre stata aperta a tutti, ora anche di più”.

(photocredit: video Rai 3)