Non sarà un film che verrà inserito nei libri di storia del cinema alla sezione capolavoro, ma sicuramente Suicide Squad diverte. Forse non era questo lo scopo della pellicola, ma diverte. Punto.

Sparatorie, teste che volano, parolacce e criminali, alcuni da strapazzo altri a ragion veduta. Il film non è di certo una produzione da Oscar, ma comunque ha dei suoi lati positivi. Su tutti il trio d’eccezione nel cast: Will Smith, Margot Robbie e Jared Leto. Non a caso i loro personaggi, rispettivamente Deadshot, Harley Quinn e Joker, sono i più riusciti, quelli che trainano il resto di un gruppo fin troppo numerico e spesso confinato nell’ombra. Lo spettatore fatica a raccapezzarsi in questa massa indeforme di personaggi, tanto che spesso ci si domanda che fine abbia fatto questo o quello.

Non un capolavoro, dicevamo, ma un film con qualità. Su tutte la colonna sonora: si parte con “The house of the rising sun” e si finisce con “Bohemian Rapsody” dei Queen, con intermezzi di Eminem, Shaggy e molti altri. Musiche di qualità che ben si sposano con quanto messo in mostra e che, forse, aiutano a digerire anche la prima parte. Quella in cui vengono presentati tutti i “criminali da strapazzo” (Deadshot e compagnia cantante), decisamente troppo lunga nell’insieme di oltre due ore di pellicola.

La storia, nella sua complessità di personaggi, è semplice: l’agente governativo Amanda Waller arruola con ricatto cinque criminali, feccia umana finita al gabbio per svariati motivi, nel tentativo di salvare il mondo dalla nuova minaccia piombata nuovamente su Gotham. Li conduce in missione il militare Rick Flag, fidanzato dell’archeologa June Moone nel cui corpo è finita l’Incantatrice, rappresentante il male.

La storia, in fin dei conti, è anche quella della redenzione umana, di gente che ha una sua anima; forse anche pura, come quella di Will Smith che vuole a tutti i costi tornare a dialogare con sua figlia. O come quella di Margot Robbie, innamorata persa di Joker/Jared Leto che gli riserva una sorpresa finale. Perché in tutti i film deve sempre esserci un messaggio da trasmettere e forse, in questo caso, lo sceneggiatore David Ayer è riuscito a confezionare un film divertente e con qualche buon sentimento. Rimane da chiedersi se la Warner Bros voleva questo, ma in sintesi Suicide Squad è un film onesto, senza infamia e senza lode.