In attesa che arrivi ufficialmente in Italia – la data ormai confermata è quella del 22 ottobre – il servizio di streaming Netflix si è già portato avanti annunciando oggi di aver intenzione di produrre la sua prima serie originale italiana, Suburra.

La serie televisiva coprodotta da Cattleya segue praticamente lo stesso percorso intrapreso da Gomorra e Romanzo criminale: tratta da un libro (in questo caso vergato da Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo), è divenuta prima un film diretto da Stefano Sollima, la cui uscita è prevista per il 14 ottobre, e poi un prodotto seriale.

Tra l’altro lo stesso showrunner Sollima è anche il responsabile del successo di Gomorra – La serie (di cui si stanno girando le puntate della seconda stagione), per cui il cerchio si chiude in maniera perfetta. Il film sarà poi un’esclusiva del catalogo dei film di Netflix a partire da maggio 2016.

La serie di Suburra, che dovrebbe vedere la luce nel 2017, diventa dunque una delle coproduzioni con su cui ha messo le mani il gigante dello streaming, che di recente ha annunciato la messa in cantiere di Marseille, la quale ovviamente è incentrata sul sottobosco criminale della città francese.

Sollima si è dimostrato entusiasta della proposta e in un’intervista ha ribadito di essere pronto per la sfida: “Essere su Netflix significa molto per me. Non solo il mio film sarà parte del catalogo di alta qualità e di serie tv eccezionali, di cui sono un grande fan, ma avrà anche l’opportunità di raggiungere un vasto pubblico internazionale.”

La trama del film di Suburra – su cui probabilmente si baserà anche la serie tv – racconta la lotta di potere per il controllo di una cittadina sita sulla costa romana, che deve essere trasformata in un paradiso del gioco d’azzardo. Intorno alla vicenda ruotano un membro corrotto del Parlamento, Pierfrancesco Favino, il capo di una famiglia criminale, Alessandro Borghi, un giovane organizzatore di eventi, Elio Germano, e infine l’ultimo membro della banda della Magliana, Samurai, interpretato da Claudio Amendola.