Momento molto concitato per Steve McQueen, il regista che si è portato a casa un Oscar grazie a 12 anni schiavo, reputato il miglior film dell’anno dalla giuria dell’Academy. Il prossimo progetto su cui si concentrerà il 45enne cineasta, dal titolo molto provvisorio di Widows, ha colto un po’ tutti di sorpresa e per più di una ragione.

Dopo i terribili scioperi della fame ai limite del martirio in Hunger, la dipendenza dal sesso sfociante nella sociopatia in Shame e l’osceno buco nero della schiavitù in America in 12 anni schiavo, per McQueen arriva un film dall’atmosfera molto più lieve.

In più molte fonti accreditate avevano già collegato il regista a un altro progetto, apparentemente più nelle sue corde: un biopic su Paul Robenson, attore e cantante conosciuto per il suo impegno di attivista contro il razzismo e a supporto della democrazia, la cui carriera viene stroncata dalla caccia alle streghe del maccartismo.

A quanto sembra questo film sarebbe stato accantonato, forse per essere ripreso in seguito, allo scopo di portare su grande schermo un serial tv britannico risalente all’infanzia del cineasta. Widows racconta la storia di tre donne sposate con dei criminali che muoiono prima di portare a termine una rapina. Il trio decide così di completare l’opera e di recuperare il bottino, proprio come in un heist movie.

La nuova versione di questa parabola femminista porterà il numero delle protagoniste a quattro e l’ambientazione verrà spostata negli Stati Uniti. Difficile prevedere un ruolo per l’attore feticcio Michael Fassbender, presente in tutte e tre le opere precedenti sopracitate e che forse in questo caso relegato al ruolo di uno dei mariti uccisi all’inizio. Di sicuro c’è che il film, la cui data d’uscita è ancora da definire, non verrà intitolato Widows ma in altro modo.