Mancano ancora alcuni mesi all’uscita dell’attesissimo film su Steve Jobs diretto da Danny Boyle, il regista britannico dietro la macchina da presa di pellicole come Slumdog Millionaire, Trainspotting e Sunshine.

L’uscita del film che vede come protagonista Michael Fassbender nei panni di una delle figure chiave dell’economia contemporanea e dell’innovazione tecnologia è infatti prevista per il 21 gennaio 2016 (almeno per quanto riguarda l’Italia, visto che gli spettatori degli Stati Uniti hanno già potuto visionare l’opera).

Insieme all’attore protagonista, che da poco si è lasciato con la sempre più lanciata Alicia Vikander, il film riunisce un cast d’eccezione: Kate Winslet veste i panni di Joanna Hoffman, ex responsabile marketing di Macintosh, Seth Rogen quelli di Steve Wozniak, co-fondatore di Apple, Jeff Daniels, sarà l’ex CEO della Apple John Sculley, Katherine Waterston nella parte di Chrisann Brennan, l’ex-fidanzata di Steve Jobs, e infine Michael Stuhlbarg, ovvero Andy Hertzfeld, tra i membri originali del primo team creativo capitanato dal protagonista.

Per i lettori di Leonardo.it vi proponiamo in esclusiva la clip dell’intervista ad Aaron Sorkin, autore dello script del film, parzialmente basato sul libro di Walter Isaacson

Il celeberrimo sceneggiatore spiega come non si possa considerare Steve Jobs un film biografico (biopic) tradizionalmente inteso: la struttura narrativa non si concentra infatti sull’intero arco della vita o della carriera del protagonista, ma solo su tre istanti, messi in scena tra l’altro in tempo reale.

Si tratta di tre macro-sequenze, dunque, relative al lancio di tre prodotti innovativi che hanno manifestato le sue capacità: il Macintosh originale, il lancio della nuova impresa successiva alla fuoriuscita da Apple, il NeXT, e infine l’iMac. Nelle scene tutti i conflitti irrisolti nella vita di Jobs esplodono uno dopo l’altro, con esiti disastrosi o entusiasmanti.

Per la stesura della sua sceneggiatura Jobs si è affidato molto alla testimonianza di Lisa, la figlia di Steve Jobs, concessasi per la prima volta dopo i tanti dinieghi rivolti ad altri progetti simili.

A informare il film è anche il conflitto tra il fondatore della Apple e il suo ex socio Steve Wozniak, il quale riteneva che la genialità del suo collega non era tale da fargli perdonare il suo brutto carattere e le scelte impopolari e discutibili dal punto di vista etico: è Sorkin stesso, poi, ad ammettere in via teorica che solo le opere di finzioni sono in grado di rendere gradevole e affascinante una personaggio che nella vita reale troveremmo odioso.