L’attesa è finita. Un’attesa durata 10 anni dalla conclusione della trilogia prequel – Episodio I, II e III – o, se preferite, 32 anni dalla conclusione della trilogia originale – Episodio IV, V e VI. Sì, perché per i fan hard core della saga creata da George Lucas il ritorno sul grande schermo di Star Wars fra il 1999 e il 2005 è stato disgraziato, colpa di una sceneggiatura troppo complessa, di personaggi poco credibili e talvolta persino fastidiosi (Jar Jar Binx) e, soprattutto, di un distacco troppo netto dallo spirito e dall’impronta originale.

Ebbene, tutti quei fan che si sono sentiti traditi da Lucas, non devono temere. Con Star Wars: Il Risveglio della Forza, J.J. Abrahams ha compiuto l’insperato, un film che anzitutto è un omaggio costante agli episodi usciti fra ‘77 e ‘83. Coadiuvato dalla Lucasfilm e dalla Bad Robot Productions, sotto la nuova egida Disney, Abrahams ha confezionato un colossal fantascientifico alla vecchia maniera, riproponendo situazioni, contesti e personaggi realistici, con quel tanto di CGI che non guasta per esaltare le spettacolari scene di combattimento nello spazio e nell’aria e una colonna sonora fedele.

Anche visto in anteprima nella sua versione 3D – un effetto mai troppo esagerato e invadente, ma anzi funzionale a esaltare la visione -, al di là degli immancabili effetti speciali, Star Wars: Il Risveglio della Forza è un film analogico nella sua essenza. Proprio come nella trilogia originale, molti dei bizzarri personaggi che popolano il fantastico mondo immaginato da Lucas, così come gli ambienti ricreati, sembrano reali e concreti e non inconsistenze create con abuso di chroma key e motion capture.

Come i fan della saga noteranno, persino la persistente tecnologia nel modo immaginifico di Guerre Stellari è stata riprodotta alla stregua di quella vista nella trilogia originale, dalle grandi plance di comando piene di pulsanti indecifrabili, alle armi laser, fino ai puntatori elettronici a bordo dei caccia. Allo stesso modo, gli abiti sono quelli semplici, grezzi e straordinariamente credibili usati negli anni ’70.

Tutto questo contribuisce a creare un profondo senso di continuità con storia e personaggi, un ritorno al passato, o all’originale se volete, che già di per sé ben dispone lo spettatore nei confronti della visione di questo settimo episodio. Un senso che viene nutrito e accresciuto sapientemente per buona parte del film, man mano che le ambientazioni ormai note tornano a dispiegarsi sotto i nostri occhi, fino a sfociare negli “hooo”, negli “haaa” e negli applausi di massa a ogni incontro con i “vecchi amici d’infanzia” Han Solo (Harrison Ford), la Principessa Leia (Carrie Fisher), Luke Skywalker (Mark Hamill), Chewbecca (Peter Mayhew) e i due droidi R2-D2 e C-3PO (Anthony Daniels).

Attenzione, però. Non crediate che Star Wars: Il Risveglio della Forza sia solo questo, ovvero un ritorno al passato autocelebrativo. Il passato è passato, e i personaggi classici, invecchiati nella fantasia come nella realtà, sono in scena solo per preparare il terreno ai nuovi protagonisti come farebbero dei genitori che cercano di assicurare un futuro migliore ai propri figli.

Ricoprono ruoli principali attori giovanissimi e quasi ignoti quali Daisy Ridley (la giovane Rey), nota per lo più al pubblico televisivo britannico, e John Boyega (Finn), con alle spalle solo tre film minori. A loro si aggiungono un più esperto Adam Driver (il villain Kylo Renn), nonostante la giovane età già in crescita sul grande schermo con diverse apparizioni (vincitore, nel 2014, della Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile in Hungry Hearts di Saverio Costanzo) e un quasi veterano Oscar Isaac (il pilota Poe Dameron), in forte ascesa dopo A proposito di Davis, pellicola dei fratelli Coen uscita nel 2013 (sarà anche Apocalisse, in X-Men: Apocalypse, previsto per metà 2016).

Del ricco cast fanno parte anche Andy Serkis (il Gollum de Il Signore degli Anelli), Gwendoline Christie (Il Trono di Spade), il premio Oscar Lupita Nyong’o (12 Anni Schiavo), Domhnall Gleeson (visto come Bill Weasley in Harry Potter e i Doni della Morte Parte 1 e Parte 2) e Max Von Sydow.

Preso da sé, Star Wars: Il Risveglio della Forza è un film godibilissimo per trama, azione, spettacolo e recitazione, un sicuro blockbuster strappa-applausi, che lascia con la voglia di vedere al più presto gli episodi successivi: Episodio VIII e Episodio IX sono infatti previsti rispettivamente per il 2017 e il 2019, alternati da altrettanti spin-off, il primo dei quali, Star Wars: Rogue One (la cui storia avrà luogo prima degli eventi del quarto episodio, seguendo l’impresa del gruppo della resistenza che rubò i piani della Morte Nera) – diretto da Gareth Edwards, con Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen e Forest Whitaker –, è atteso entro la fine del 2016.

A chi volesse comprendere meglio gli eventi che legano la conclusione dell’episodio VI con il VII consigliamo il fumetto attualmente in edicola composto da due volumi Star Wars: L’Impero a pezzi, che va ad aggiungersi alla sconfinata collezione di romanzi, fumetti e racconti già parte del cosiddetto universo espanso di Guerre Stellari.

Non diremo altro su Star Wars: Il Risveglio della Forza per evitare spoiler e non rovinare il piacere della visione agli spettatori e ai fan che potranno gustarlo con i propri occhi a partire da oggi, in 850 sale italiane. Una cosa è certa però: c’è stato un risveglio nella Forza.