Il Capitano dell’USS Enterprise, John T. Kirk, appare sfiancato dalla routine che può comportare un viaggio spaziale della durata pluriennale come quello che ha intrapreso il suo equipaggio. Sono tre anni che la sua flotta interstellare vaga nell’infinità dello spazio, apparentemente senza una meta precisa, saltando di mondo in mondo, passando lunghissimi periodi a bordo dell’astronave. Inevitabilmente, la vita nell’Enterprise è diventata abitudinaria, a volte persino scontata e prevedibile, come spiega lo stesso capitano nella bella sequenza iniziale con voice over che immediatamente crea complicità con lo spettatore e lo catapulta all’interno della realtà spaziale in cui sono costretti a vivere Kirk e il suo equipaggio.

Il capitano dell’Enterprise è stanco, dunque. Non ha più mordente, vorrebbe mollare, perché far parte della flotta stellare comporta troppe rinunce per troppo tempo. Lo spunto da cui nascono queste riflessioni è probabilmente meta-narrativo: come far proseguire una saga che ha sulle spalle addirittura 50 anni di storie? È davvero possibile proseguire una storia così lunga (anche se tecnicamente questo sarebbe il terzo film da quando è stato deciso di fare un reboot della saga e ripartire da zero), senza annoiare, trovando anzi nuovi spunti? Probabilmente è quello che si sono chiesto anche gli sceneggiatori. Portare avanti una saga con un marchio così importante non è affatto facile: serviva dunque una svolta per poter proporre qualcosa di nuovo, ed è arrivata grazie al regista Justin Lin, arrivato al grande pubblico grazie al lavoro svolto nella saga di Fast & Furious. La trama è piuttosto lineare, non eccede certo in originalità, questo per amor di correttezza ci teniamo a dirvelo subito: però scorre bene, con un ritmo sempre molto alto, che spesso spinge sull’acceleratore nei momenti chiave della trama. Non ci si annoia un secondo e l’attenzione rimane sempre viva.

La storia vera e propria comincia quando l’Enterprise ormeggia su una grande stazione orbitante: subito ci ritroviamo di fronte alla scena di cui tanto si era parlato in Rete nelle scorse settimane, ovvero quella in cui il tenente Sulu viene accolto dalla sua famiglia, composta da un compagno e una figlia. Il tutto dura una manciata di secondi, viene posto nel modo più naturale possibile, senza proclami o slogan di qualsiasi tipo: solo un “marinaio stellare” che viene accolto dalla sua famiglia. L’immagine è tanto importante quanto naturale, che non c’è davvero bisogno d’aggiungere altro. La stazione orbitante, dal punto di vista visivo è un qualcosa di meraviglioso: riprende stilisticamente alcuni concetti della fantascienza di qualche anno fa, rendendola però moderna e in grado di lasciare a bocca aperta lo spettatore. Proprio mentre l’equipaggio è a terra, arriva al comando una richiesta d’aiuto proveniente da una zona dello spazio non tracciata dalle mappe, raggiungibile solo da una nave potente come l’Enterprise.

Subito dopo essere entrata nella nebulosa, l’astronave viene attaccata da uno sciame di navicelle da guerra simili a delle meteore: nonostante i tentativi di contrattacco, l’Enterprise viene abbattuto e l’equipaggio è costretto ad abbandonare la nave con delle scialuppe. Atterrano dunque su un pianeta all’apparenza selvatico, molto simile alla Terra come conformazione, ma popolato da una razza ostile, che si affannerà per entrare in possesso di un antico manufatto che Kirk e soci custodivano con loro. Da qui in avanti, il film diventa dichiaratamente action, condito anche da molti elementi divertenti che contribuiscono ad alleggerire il film. Ecco, probabilmente se dobbiamo trovare un pecca in questo film è che i “momenti simpatici” sono forse troppi: va bene il tono leggero del film (che si rifà molto a pellicole come Guardiani della Galassia), però forse in alcuni momenti hanno davvero ecceduto con le battute.
Tra le cose più riuscite del film, segnaliamo sicuramente le interazioni tra i vari membri dell’equipaggio: divertenti soprattutto quelle tra McCoy e Spock. Molto buono il debutto di Jaylah (interpretata da Sofia Boutella), che troverà sicuramente spazio nel cast anche nei prossimi episodi. A parte questo, ci sentiamo assolutamente di consigliare questo film: è un prodotto perfetto d’intrattenimento puro, che non ha altre velleità se non quella di divertire lo spettatore (omaggiando, in un paio di momenti, anche i vecchi fan della serie classica), con sequenze ultra-dinamiche che portano il franchise lì dove – effettivamente – non era mai stato prima.

Il film uscirà in tutta Italia giovedì 21 luglio.
Regia di Justin Lin; attori: Chris Pine, Zachary Quinto, Zoe Saldana, Simon Pegg, Idris Elba, Karl Urban, Sofia Boutella, Anton Yelchin, John Cho, Deep Roy, Joe Taslim, Lydia Wilson.