Il nuovo spot della rai, che per sollecitare il pagamento del canone (salito a 112 euro) ha utilizzato anche alcune immagini di Papa Giovanni Paolo II, fresco di beatificazione ed amatissimo dai fedeli, ha suscitato aspre polemiche da più parti politiche e l’indignazione dei cittadini.

Secondo l’on. dell’ IdV Antonio Borghesi:

Usare le immagini di un Papa amato come Giovanni Paolo II, beato e per giunta in odore di santità, per sponsorizzare il canone Rai è una vera e propria strumentalizzazione.

Per l’onorevole si tratta di

Un’idea fuori luogo e contestabile, per spingere gli italiani a pagare una tassa da essi detestata, un orpello che ricade su di loro per finanziare quello che più che un servizio pubblico, un poltronificio nelle mani della politica.

Mentre il deputato di Alleanza per l’Italia Donato Mosella si interroga su quanti soldi abbia dovuto sborsare la Rai per la produzione di questo spot, riflettendo anche sul fatto che, prendendo per vero quello che riporta la stampa, è stato realizzato da un’agenzia non facente parte della Rai, e probabilmente il suo costo, a carico del servizio pubblico, sarà stato piuttosto alto, per non parlare poi della questione delle autorizzazioni.

Oltretutto il parlamentare dichiara che in un momento di forte recessione finanziaria, il fatto che la l’azienda televisiva di stato si sia appoggiata a un’agenzia esterna per realizzare la pubblicità che dovrebbe incentivare il pagamento dell’odiato tributo, in luogo delle proprie risorse e del lavoro della moltitudine degli stipendiati Rai, risulta un gesto fuori luogo che grava ulteriormente sulle tasche dei contribuenti.