Steven Spielberg alle prese con la Guerra Fredda. Mentre tra Stati Uniti e Russia negli ultimi tempi è tornato a soffiare un vento gelido, il grande regista americano torna indietro nel tempo con il suo prossimo film, Il ponte delle spie, con cui ha di nuovo lavorato con il suo attore feticcio, Tom Hanks.

Dopo Salvate il soldato Ryan, Prova e prendermi e The Terminal, Steven Spielberg e Tom Hanks firmano insieme una nuova e molto attesa collaborazione. Il film storico-spionistico Il ponte delle spie uscirà nei cinema di tutto il mondo soltanto a fine anno, in Italia approderà nelle sale il prossimo 17 dicembre, ma i due hanno già iniziato a promuoverlo e a parlarne.

Riguardo alla scelta di cambiare ancora una volta genere cinematografico e di girare questa volta una pellicola spionistica, Steven Spielberg ha dichiarato: “Adoro i film sulle spie. Amo John le Carré, la saga di James Bond. E soprattutto ricordo le storie che mio padre raccontava in merito alle tensioni fra Russia e Stati Uniti, ai tempi della Guerra Fredda. La storia di Donovan mi sembrava perfetta per il cinema. I fratelli Coen hanno aggiunto alla sceneggiatura di Matt Charman un senso di ironia e un pizzico di umorismo che non sono più assurdi di quanto può esserlo la vita reale”.

Nonostante il film sia ambientato negli anni sessanta, Spielberg considera le tematiche della pellicola ancora molto attuali: “Molti Paesi si creano regole comode per le proprie ideologie e molte sono barbariche. Sono nato dopo l’Olocausto, in 68 anni non ho mai visto questo livello di barbarie, è orrendo e non ci si può abituare. Io voglio che i miei figli ne siano consapevoli: non puoi ignorare quello che succede”.

A proposito della sua longeva e fortunata collaborazione con Tom Hanks, Spielberg ha invece affermato: “È indiscutibilmente uno dei più grandi attori del mondo. Eravamo amici prima del college, è il padrino dei miei figli. Per anni il dubbio è stato: possiamo essere grandi amici, poi colleghi e di nuovo amici? Temevamo scontri, non è successo. Sul lavoro facciamo sempre le stesse scelte, perfino sulle battute da tagliare. È come condividere lo stesso cervello”.

Tom Hanks ricambia l’apprezzamento nei confronti di Steven Spielberg: “C’è qualcosa tra di noi che è difficile da spiegare. Forse è il fatto che, anche se lui è il mio boss, sento di poter essere aperto e chiaro quando ci parliamo. Se penso che nel dialogo c’è un dettaglio troppo melenso o che non ha senso, glielo dico. E poi aggiungo: ‘E ora licenziami!’ Spesso gli faccio notare i cambiamenti che vorrei vedere e lui mi sorprende con un ‘Già fatto!’. In verità ogni volta che mi chiama e mi propone qualcosa sono felice”.

Spielberg si è inoltre espresso su quello che secondo lui sarà il futuro del cinema: “Si adatterà a un pubblico paradossalmente individuale. Piccole storie per piccoli gruppi, in grado di raggiungere ricavi che incoraggino i produttori e i distributori. Oggi guardiamo tutto non solo al cinema e in televisione ma su iPhone e iPad e su ogni dispositivo in grado di connettersi alla Rete. Ogni singola piccola opera, anche un video di 4 secondi, è una forma di autoespressione e di arte. E c’è un pubblico per quello”.