In molti hanno detto “Basta” alla morte del compianto Andy Whitfield, lo Spartacus di Sangue e Sabbia che ci aveva portati ad esplorare l’antica Roma dei Gladiatori e dei loro crudeli padroni.

Poi è arrivato il prequel “Gli dei dell’arena“, con i superbi John Hannah e Lucy Lowless nei panni di Batiato e Lucretia e quell’ Enomao che è probabilmente uno dei personaggi meglio caratterizzati delle passate stagioni. E cosa dire di Gannicus? Uno che non ha paura di niente e il cui unico obiettivo è morire con un bicchiere di vino in mano e una bella donna tra le braccia.

A questo quadro, per la stagione dedicata alla vendetta “Vengeance“, si è aggiunto il nuovo Spartacus, Liam McIntyre. Per molti non all’altezza di Whitfield (ma con un predecessore morto prematuramente, chi poteva esserlo?), monoespressivo, poco dotato fisicamente per interpretare una leggenda vivente, quello schiavo che è riuscito a distruggere Roma armata dopo armata, console dopo console. Ma è sempre McIntyre che ci accompagna in questa parte del viaggio, che per la Starz, emittente dello show “Spartacus: War of the damned” è l’ultima, quella finale.

La Storia ci ha già raccontato la fine di Spartacus: sullo schermo, nel primo episodio “Enemies of Rome“, abbiamo già incontrato Crassus, colui che porrà fine alla leggenda. Ci resta da vedere, alla fine di questo percorso, come sarà resa la morte sua e quella dei suoi compagni Crixus, Gannicus, Naevia e le decine di migliaia di schiavi che si sono uniti alla causa del gladiatore che voleva liberare Roma dalla schiavitù.

Nel mezzo cosa c’è? Sangue a manetta, ovviamente. E un bel po’ di sesso selvaggio. Chi è abituato non si scomporrà: se il genere pulp vi  piace, in Spartacus troverete solo l’eccellenza.

Ma cosa succede nel primo episodio di Spartacus War of Damned?

Ritroviamo l’armata di Spartacus sul campo, a sgozzare romani come non ci fosse un domani. Per Roma la situazione sta diventando pressante: legati e consoli morti e la minaccia degli schiavi che incombe alle porte della città. E’ qui che entra in gioco Crasso, tanto astuto quanto ricco, un cattivo che è anche carismatico e nobile, l’unico che, obiettivamente, può essere degno di porre fine alla vita di un “eroe buono” come Spartacus. Sarà lui l’ultimo nemico, ma prima c’è l’inverno da affrontare: dopo aver scoperto che tra le sue fila ci sono molti disgraziati che lo venerano come un semidio ma non sono capaci di combattere, Spartacus e i suoi decidono che è arrivato il momento di metterli al sicuro (ed è sempre la Storia che ci anticipa i fatti: lo farà conquistando Cuma) e di distruggere Crasso e chiunque verrà dopo di lui. Ritroviamo ancora Crixus e Naevia, finalmente riuniti e anche Gannicus, l’unico che si gode, anche se per pochi istanti, il trionfo (e lo fa con un bel foursome – un rapporto a quattro. Alzi la mano chi adora Gannicus).

A Roma invece facciamo la conoscenza di Crasso  e la sua famiglia (una moglie bionda che ricorda tantissimo Ilithia, un figlio cretino che senz’altro combinerà casini, un’amante schiava, uno schiavo ex Campione dell’Arena simil Enomao): Crasso è astuto, lucido, è cattivo solo perché il ruolo glielo impone e perché sovrapposto all’eroe buono. Così prepara l’attacco a Spartacus con diecimila uomini, pregustando la vittoria.

Perché seguire Spartacus War of the Damned (e se non l’avete fatto riprendete le due stagioni precedenti e il prequel)? Ecco quattro ottimi motivi per farlo:

- C’è passione Il sangue, la sabbia, il sesso: tutti pretesti. Non fatevi scomporre dalla violenza e dalle teste mozzate e neanche dalle scene spinte. Dietro ci sono dei personaggi costruiti magistralmente – Batiato e Lucretia, Enomao, Gannicus sono solo degli esempi – che vi faranno letteralmente innamorare.

- E’ il racconto di un ideale Dopo essere stato schiavo, poi soldato e infine gladiatore, Spartacus decide di vendicarsi di tutto il male che i Romani hanno inflitto a lui e ai suoi simili. Lo fa brandendo una spada, ma con in testa un ideale di libertà in cui tutti possono riconoscersi, sempre.

- E’ sexy Le donne apprezzeranno la sovraesposizione di corpi muscolosi e sudati e idem gli uomini con l’equivalente femminile

- E’ l’ultima stagione Per scelta della rete e degli sceneggiatori, nonostante il successo (gli ascolti del primo episodio in Usa sono stati buoni), War of The Damned sarà l’ultima stagione di Spartacus. Apprezzabilissima la volontà di non allungare il brodo oltre il limite consentito e di concludere in modo coerente e grandioso una vicenda che, andando avanti, probabilmente non avrebbe avuto molto altro da dire.

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