Paolo Sorrentino ancora una volta tiene alta la bandiera del cinema italiano. Il suo ultimo film Youth – La giovinezza è infatti stato il grande trionfatore degli European Film Awards 2015 che sono stati consegnati lo scorso weekend.

La pellicola diretta da Paolo Sorrentino si è aggiudicata tre premi: miglior regista, miglior attore protagonista (Michael Caine) e poi l’award più importante, quello di miglior film dell’anno. Premi che si vanno ad aggiungere alle due nomination ottenute ai Golden Globe 2016, quella per la miglior attrice non protagonista andata a Jane Fonda e quella per la miglior canzone originale a Simple Song #3 di David Lang.

Paolo Sorrentino vede quindi cresce le sue possibilità di correre ai prossimi Oscar, dove potrebbe essere preso in considerazione per i premi principali e non per quello di miglior pellicola in lingua straniera, com’era successo con La grande bellezza, visto che Youth – La giovinezza è stato girato in inglese.

La vittoria del regista italiano agli European Film Awards è stata accolta con grande soddisfazione da Matteo Renzi, che direttamente dalla Leopolda ha commentato dicendo: “Sorrentino ci rende orgogliosi della vitalità del cinema italiano”.

Paolo Sorrentino ha invece commentato i premi ricevuti svelando qual è il segreto per fare buon cinema: “Non è vero che da noi non ci sono coproduzioni internazionali, e lo dimostrano i casi di Tornatore e Guadagnino, così come non è vero che i premi fanno cambiare le cose a livello produttivo. Il cambiamento è compito della politica e, per la loro parte, dei produttori che invece peccano di eccesso di prudenza. In Italia si cerca di andare sul sicuro, si usa e si abusa di formule collaudate. Invece chi fa cinema deve avere soprattutto coraggio. Prima il coraggio, poi le idee e poi lo stile. È questa combinazione che fa un autore. I bei film non dipendono dagli attori importanti, ma dall’originalità della proposta”.

Riguardo al protagonista di Youth, Sorrentino ha detto: “Per sir Michael vale quel che diceva Cocteau: l’attore è più importante del personaggio. Caine i suoi personaggi li precede, ha un carisma innato che lo pone al di sopra della mischia. Quanto a Youth, continuo a pensarlo come un piccolo film, molto personale e intimo, sulla percezione della realtà. Aggiungo: sull’essere e sentirsi liberi, sul sentimento del futuro che oggi sentiamo minato da oscure minacce”.

Paolo Sorrentino ha inoltre parlato dei tragici attentati di Parigi: “Ci stiamo compattando sul dolore, ed è un fatto positivo. Nell’ambiente del cinema si sente una maggiore unità dopo lo choc parigino, quest’anno un premio europeo vale di più”.

Sorrentino non manca però di aprire anche una piccola polemica nei confronti della stampa nostrana: “Youth è uscito in America la settimana scorsa e sta andando molto bene, eppure leggo su certa stampa italiana che sarebbe stato stroncato. Non è vero e le due candidature ai Golden Globe, per Jane Fonda e per la canzone di David Lang, lo testimoniano. Anzi, sempre più spesso gli Studios offrono film agli italiani. Ma questo nessuno lo scrive”.