E’ giovane e fresca, ma già con le idee molto chiare Sofia Buconi, in arte Sophie DeLarge, cantautrice bolognese che si affaccia sul mercato discografico italiano con il suo primo album, “First of all” prodotto a Bologna da Nicola Bavaro e Luca Milani. Primo singolo estratto è So Delicious, un brano che racconta la fine di una storia d’amore senza lacrime, spiegazioni e parole. Eccovi qui sotto il video girato da Undervilla Production e una breve intervista con la carinissima Sophie.

Sophie DeLarge, come nasce questo nome d’arte dal sapore tanto francese?

“In realtà la derivazione è anglo-russa, anche se il suono richiama il francese. DeLarge è il cognome del protagonista del famoso film Arancia Meccanica, Sophie è solo l’adattamento del mio nome, Sofia”.

Chi è Sophie DeLarge, descriviti in 5 aggettivi.

In 5 aggettivi direi: intraprendente, agguerrita, sorridente, ottimista, ironica“.

So delicious è il brano scelto per promuovere il tuo primo album, First of all. La canzone parla di un amore conclusosi con estrema leggerezza e un pizzico di allegria. Secondo te è possibile mettere un punto ad un rapporto in maniera così positiva?

Penso che ogni evento apparentemente negativo, in cui ci imbattiamo inevitabilmente nel corso della vita nasconda in sè una grande occasione, bisogna solo attivarsi per trovarla. Piangersi addosso è una cosa piuttosto inutile”.

Nel video (che proponiamo qui sotto) di So Delicious ci sono tante citazioni colte: il bar di Arancia Meccanica, il videoclip ufficiale di Around the World dei Duft Punk e quello di If you tollerate this dei Manic Street Preachers , mentre tu sei vestita prima come una Tank Girl, poi in stile Bond Girl. Ci ho visto bene?

Sicuramente il bar di Arancia Meccanica da cui trae spunto il video, con una Sophie un po’ Tank e un po’ Bond girl. Non avevamo pensato a riferimenti dei Duft Punk e dei Manic Street Preachers“.

Sono questi un po’ i tuoi punti di riferimento artistici/musicali?

In parte rispecchiano il mio bagaglio aritstico culturale, ogni canzone dell’album ha dei riferimenti a generi e mondi musicali diversi“.

Come mai la scelta di cantare (quasi?) esclusivamente in inglese all’interno del tuo album?

L’idea di cantare in inglese è stata del mio produttore, spinti dalla necessità di sperimentare e creare qualcosa di nuovo per inserirsi  in un contesto più ampio ‘internazionale’, pensando in modo europeo e cercando di esportare il made in Italy nel mondo“.