È inevitabile che quando sei una grande star come Sophia Loren, oggi arrivata al traguardo degli 80 anni, le vicende della vita, coadiuvate dalla stampa più malevola, creino rivalità, odi e rancori nei confronti di altre analoghe celebrità.

La Loren è una delle attrici italiane più famose al mondo, un’icona di fascino, un simbolo di bellezza nostrana, nonché una diva dalle precise caratteristiche con una carriera costellata di premi per tutta una serie di grandi interpretazioni in film memorabili.

Poche donne negli anni del suo massimo fulgore poterono tenerle testa – in termini di riscontro mediatico, prestigio culturale e rilevanza cinematografica – e anch’esse di conseguenze sono in effetti dive di supremo livello.

La prima e più grande è probabilmente Brigitte Bardot, anche per un mero dato anagrafico: la stella francese compirà infatti la medesima età della Loren a brevissimo, il 28 settembre. Praticamente coetanee, dunque, le due sono state accomunante dal lavoro con registi di altissimo livello (Vittorio De Sica e Jean-Luc Godard) che ne hanno valorizzato la bellezza in film in film come La ciociara, Matrimonio all’italiana, per l’una e Il disprezzo per l’altra. Se per i cineasti della Nouvelle Vague, grazie alla mediazione di Roger Vadim, B.B. ha incarnato l’ideale della nuova donna francese libera, emancipata e sfuggente, la Loren ha preferito mantenere un ruolo più tradizionale e legato a un’immagine molto mediterranea. La differenza tra le due, oggi, la si ritrova nel modo in cui sono invecchiate: la Bardot non nasconde i segni dell’età, anzi ne pare orgogliosa, mentre Sophia fa di tutto per mantenersi eternamente giovane, a voler ricalcare lo splendore di un tempo.

Interna al nostro Paese è invece l’altra grande rivalità della Loren, ovvero quella con Gina Lollobrigida. Questa, dal fisico prorompente (tanto che per lei venne coniato il termine “maggiorata fisica”) e dalla personalità e talento sfaccettati, ha sempre voluto rimarcare, con un certo orgoglio non privo di veleno, di essere riuscita a diventare una diva con le proprie forze mentre “altre hanno avuto un marito importante, magari produttore”, alludendo senza alcun rimorso al ruolo attivo avuto da Carlo Ponti nella creazione del successo della Loren. Colei che in un film del 1956 interpretò La donna più bella del mondo molto curiosamente si ritrovò a essere rimpiazzata dalla rivale in ben due occasione: la prima nel momento in cui Gina rifiutò di far parte del terzo episodio della saga di Pane, amore e…, la seconda con il rifiuto del ruolo di Lady L nel film omonimo di Peter Ustinov, nel quale avrebbe recitato al fianco di Paul Newman.

Infuocata poi la rivalità con Anna Magnani, che si consumò tutta sul piano della recitazione. A dividere le due fu proprio il film La ciociara, che inizialmente doveva essere diretto da George Cukor, il quale aveva previsto la Magnani per il ruolo di Cesira e la Loren in quello della figlia. Anna rifiutò con sdegno, esclamando parole roventi: “La Loren mia figlia? Nella scena dello stupro degli egiziani, ci sarà da star attenti che lei non stupri loro!”. Il progetto poi passò nelle mani di De Sica che confermò la Loren, ma nei panni della protagonista.

E oggi chi sono le eredi di Sophia? È una domanda cui è difficile rispondere, anche perché stiamo parlando di una star di altissimo livello. Possiamo però distinguere due casi: quello dell’apprezzamento all’estero (in particolar modo in Francia) e quello nostrano.

Per il modo in cui con fatica è riuscita a costruire una carriera d’attrice credibile e la bellezza insieme statuaria ma anche molto corposa che l’ha fatta divenire un’icona dell’italianità in tutto il mondo, non possiamo non citare Monica Bellucci, che ha dalla sua uno sponsor piuttosto importante. Robert De Niro ha infatti diviso con lei il set di Manuale d’amore 3 ed è rimasto colpito dal modo in cui Monica incarne l’ideale femminile.

In Italia per lungo tempo si è tanto parlato dell’affinità tra la Loren e Maria Grazia Cucinotta, la quale però dopo degli esordi più che promettenti (Il postino di Massimo Troisi, I laureati di Leonardo Pieraccioni) non ha saputo dar seguito a quell’iniziale fortuna. La Cucinotta, che si è riciclata nel campo della produzione di piccole opere indipendenti, è stata forse – e lo è ancora – l’attrice che più si è avvicinata all’immagine di bellezza verace, terrigna e prettamente italica cui è stata associata anche Sophia Loren.

Foto: Infophoto