Sonia Bruganelli, moglie di Paolo Bonolis, torna a parlare della sua vita agiata e di quel filmato, pubblicato in Instagram, che ha fatto indignare molti follower nel web. Nel filmato infatti si vedeva Sonia Bruganelli che dichiarava, al Bancomat, che non si può vivere con “soli 30 euro a settimana”, ammonita dall’amico lei sosteneva la sua tesi. Al Corriere della Sera, riguardo al video dice: “Lo scandalo sarebbe stato se avessi detto che potevo vivere una settimana con 30 euro a Cortina”.

La signora Bonolis poi racconta la sua vita agiata al fianco del condurre punta di diamante del Biscione: “Non mi piacciono quelli che fanno i politically correct tanto per farlo. – dice -. O ci vivi davvero così, oppure fai solo finta, è solo una messinscena per sembrare quello che non sei. Non faccio una vita di lussi, faccio quello che fanno in molti: vado a prendere i figli a scuola, li aiuto a fare i compiti…”.

Non è la prima volta che il pubblico si indigna per la vita agiata di Sonia Bruganelli, l’estate scorsa si erano scagliati contro la donna perché aveva pubblicato una foto della sua famiglia in partenza per le vacanze all’interno di un aereo privato. Ritornando su quella polemica, racconta: “Tutti hanno piacere a mostrare le cose belle. Sono sicura che sui profili social di chi mi ha attaccato troverei foto in cui a loro volta ostentano qualcosa: una borsa, un paio di scarpe, una cena al ristorante. Ho il privilegio di fare una vita più comoda e la mia vita è anche questa. Se facessi vedere solo che cucino o vado a far la spesa sarei molto più falsa”.

Infine Sonia Bruganelli fa un bilancio tra aspetti positivi e negativi di vivere con Paolo Bonolis e ammette: “Il vantaggio è stato aver incontrato una persona che lavorava nel settore in cui volevo lavorare io. All’epoca mentre studiavo facevo fotoromanzi e pubblicità per mantenermi. L’incontro con Paolo mi ha dato l’opportunità di trovare la mia strada. E per quanto riguarda gli aspetti negativi di avere un marito che fa di cognome ‘Bonolis’ora non ce ne sono più. Li ho metabolizzati: prima stavo male a essere considerata ‘la moglie di’. Oggi so chi sono, quello che valgo e anche quello che sbaglio. Piuttosto gli aspetti negativi li vedo su nostro figlio Davide, che ha 13 anni. Arriva prima il cognome di lui e a calcio è l’unico che non ce l’ha scritto sulla maglietta. Alle partite si fa accompagnare dal nonno, così nessuno lo guarda per il padre, ma per come gioca a pallone”.

Una coppia che oramai vive da 20 anni insieme e che è rimasta unita nonostante alcune difficoltà personali.