I Soliti Idioti tornano nei cinema con La solita commedia – Inferno, il loro nuovo film che cercherà di ripetere il successo delle loro prime due pellicole. Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio erano riusciti a conquistare i botteghini italiani con “I soliti idioti – Il film” e “I 2 soliti idioti”, le versioni cinematografiche della loro omonima serie trasmessa da Mtv, ma ce la faranno anche questa volta?

Dopo i due film usciti nel 2011 e nel 2012, i Soliti Idioti sono chiamati a confermare i notevoli risultati al box-office ottenuti finora, all’indomani della loro partecipazione al Festival di Sanremo che però non si è rivelata troppo fortunata. Biggio e Mandelli in versione cantanti non hanno certo conquistato il pubblico, sono stati eliminati prima della finale e inoltre il loro pezzo “Vita d’inferno” non si è trasformato in una hit radiofonica.

Il film La solita commedia – Inferno sembra quindi la prova del nove per il duo comico, che dovrà dimostrare di non essere soltanto un fenomeno passeggero. Il loro nuovo film è distribuito a partire da domani giovedì 19 marzo in 400 sale, vede l’esordio di Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio in cabina di regia e si preannuncia come una rilettura moderna e comica del capolavoro di Dante Alighieri.

Intervistati a proposito della loro ultima fatica, di cui potete vedere il trailer qui, Biggio e Mandelli hanno sottolineato le differenze con I soliti idioti: “Nei Soliti Idioti si arrivava al “Dai Ca..”” di Ruggero perché l’estrema volgarità era il suo mezzo comico, qui abbiamo puntato su altro. Cercavamo una cosa diversa, abbiamo voluto rischiare perché con i Soliti Idioti non ci divertivamo più. Ma siamo sempre noi e continuiamo a rappresentare quello che vediamo. Solo che al posto degli idioti ci sono i peccatori.”

Biggio e Mandelli hanno parlato anche a proposito delle possibili polemiche riguardanti una gag del film che prende ironicamente di mira Padre Pio: “Un bel rischio! Padre Pio ha un fan club molto agguerrito, ma quello che conta per noi è non fare comicità gratuita: quella sì che potrebbe essere offensiva. […] È un film libero, in un momento importante per la libertà di espressione come questo”.