Non è il film che lo porterà di nuovo all’Oscar, ma Jamie Foxx lo valorizza non poco con un’interpretazione ben calibrata per un poliziesco. La regia di Baran Bo Adar ci proietta in una Las Vegas più scura e sobria del solito. Siamo nel bel mezzo di una rapina andata male, un poliziotto coinvolto è stato visto dai criminali che gli rapiscono il figlio adolescente per ricattarlo. Ma da che parte sta veramente quello sbirro? Riuscirà a sgominare i cattivi, a salvare il figlio e soprattutto a tenere a bada una collega incorruttibile che gli sta col fiato sul collo? Non tutto è come sembra in Slepless – Il giustiziere, in uscita nelle sale il 2 febbraio, i vari capovolgimenti di fronte lo rendono cangiante come le facce di un cubo magico. Ma resta appassionante quel tanto che basta per passare una buona serata con un film di genere. Il ritmo della storia è coinvolgente, quasi sempre teso nel suo continuo sviluppo e la regia propone più trovate stilistiche improntate sul noir nella prima parte, concentrandosi invece nella seconda sull’anima action della storia.

Se Foxx mette a servizio le sue grandi capacità attoriali con un protagonista duro e doppiogiochista, Michelle Monoghan non è da meno impersonando una poliziotta impavida e determinata nel perseguire la strada della giustizia. La parte del boss deturpato da cicatrici e avvezzo a fantasiose torture è invece coperta da un Scoot McNairy luciferino e in grande spolvero. “Scoot non ha il classico sorriso falso e cortese di Hollywood”. Ha detto di lui e del suo inquietante antagonista Rob Novak lo stesso Foxx. “Non ha dato spazio a nessun convenevole. Cercava quasi di mettermi davvero paura con il suo sguardo. Era serio e questo è ciò che serve per un personaggio come Novak”.

Sleepless

Non è da meno neanche il bravo caratterista Dermot Mulroney con il suo gestore di casinò fuorilegge quanto ricco. “Sleepless rientra nella categoria di film che si svolgono in una sola notte”. Ha rivelato. “Ci sono omicidi, caos, droga, tradimenti, e il tutto si svolge in un intervallo piccolissimo. Succedono tantissime cose, non si ha nemmeno il tempo di prendere un respiro”.

Piccola curiosità: anche se ambientato a Las Vegas, in realtà quasi tutte le scene sono state girate ad Atlanta, città adottata dalla produzione anche per girare più agilmente le scene d’inseguimento. È stato ricostruito persino un casinò per l’occasione. “Speriamo che chiunque guardi questo film non sospetti neanche per un secondo che abbiamo ricreato Las Vegas ad Atlanta”. Ha confessato in occasione del lancio il produttore Judd Payne. Magie e trucchi di Hollywood, non è la prima volta e senz’altro non sarà l’ultima.