L’uscita di Skyfall nelle sale cinematografiche in Cina era stata rimandata di ben due mesi per dare maggior spazio alle produzioni locali. Il rinvio, in realtà, ha avuto anche un secondo fine: quello di di ‘armonizzare’ – come sostengono le autorità – il film secondo le richieste della censura cinese.

E’ così stata tagliata le scena nella quale a Shanghai il cecchino francese uccide una guardia giurata a custodia di un grattacielo; son stati censurati i riferimenti alla induzione alla prostituzione della bella cinese incontrata nel casinò di Macao e alle torture subite da Silva, il personaggio di Javier Bardem, da parte dei cinesi.

Ma il “paese del drago” non è estranea a queste pratiche “cinematograficamente eviranti”: già l’anno scorso Men in Black 3 è stato proiettato in Cina privo di alcuni minuti relativi ad una scena di un cinese diventato un alieno, e quella di un gruppo di turisti cinesi che avevano assistito ad uno scontro con un alieno, vengono sottoposti all’azzeramento della memoria.

Skyfall è il primo grande film straniero nelle sale cinesi quest’anno. Alla fine del mese, arriverà Cloud Atlas, a distanza di due settimane Jack Reacher e alla fine di febbraio The Hobbit. Attualmente nelle sale cinesi sta invece riscuotendo un insolito successo Lost in Thailand, commedia cinese costata circa 4 milioni di euro e che dal 12 dicembre ha incassato 130 milioni di euro.