Il 24 gennaio è andato in scena lo sciopero di 24 ore dei giornalisti di Sky, ma nel frattempo si continua a parlare della vicenda del piano di ristrutturazione con trasferimento della produzione del Tg a Milano.

Come si ricorderà, infatti, il piano dell’amministratore delegato Andre Zappia prevede 200 esuberi tra tutti i membri del personale, più 310 trasferimenti a Milano e lo spostamento della sede fisica in Lombardia.

Da Roma saranno costretti a trasferirsi circa 300 dipendenti, mentre altri 120 perderanno il posto; previsti 80 esuberi anche a Milano e 10 persone della sede di Cagliari dovranno trasferirsi nel capoluogo lombardo. Nella capitale rimarrà invece una redazione ridotta a 20 elementi, che si occuper del Centro-Sud.

Nelle ultime ore è però diventato virale un post pubblicato su Facebook da Iacopo Savelli, giornalista di Sky vittima degli esuberi dell’azienda: “Non dormo più da dieci giorni. Ho 52 anni, tra qualche mese 53. Lavoro in televisione da 30, ho una grande esperienza, non faccio pubbliche relazioni, non sono mai stato raccomandato, il mio mestiere lo conosco a fondo e lo rispetto profondamente. Da ieri sono ufficialmente un esubero.”

Dopo la presentazione del suo caso Savelli racconta in che modo è andata precipitando la sua situazione, uguale a quella di molti altri colleghi: “Un’azienda in attivo, che si vanta del suo brand, della sua correttezza, dei suoi investimenti, dei suoi risultati, ha deciso che non servo più. Un’azienda che mi ha voluto, promosso, premiato e poi buttato in un angolo. Quando è successo avrei dovuto ribellarmi con forza, invece mi sono adattato modellandomi a quell’angolo e ho continuato a fare il mio lavoro, di sguincio. Povero idiota che sono stato, quell’angolo ora è di troppo. Non hanno nemmeno avuto il coraggio di dirmelo in faccia, loro che a fine anno avranno un bonus per aver portato a termine l’impresa di far male a me, alla mia famiglia, a tante altre persone.”

Tuttavia il messaggio si conclude su una nota di speranza: “Ho 52 anni, tra qualche mese 53, sono un uomo perbene che fa il giornalista. Rigorosamente in quest’ordine. E non ho paura di ricominciare da zero.”