37 anni, vicentino, all’anagrafe è Simone Cogo, ma il mondo della musica elettronica lo conosce come Sir Bob Cornelius Rifo o con il nome della band formata nel 2006 con Tommy Tea: The Bloody Beetroots. Un artista poliedrico, seguito su Facebook da oltre due milioni di fan, con alle spalle collaborazioni importanti tra le quali spicca quella con Paul McCartney (ex Beatles) per il singolo “Out of Sight”.

Polistrumentista di formazione classica, ha ottenuto consensi in tutto il mondo grazie alla sua versatilità come musicista, spaziando dal punk rock alla new wave anni ’80, senza dimenticare dance e altri sottogeneri del filone electro. Gran parte del pubblico italiano ha avuto modo di conoscerlo grazie alla sua collaborazione con Raphael Gualazzi all’edizione 2014 del Festival di Sanremo, dove è arrivato in finale con il brano “Liberi o no”. Sul palco è solito indossare una maschera (chiamata The Hide) ispirata alla variante nera dell’Uomo Ragno, che lui stesso definisce come un catalizzatore per attirare l’attenzione sulla propria musica.

Per The Bloody Beetroots il successo è arrivato nel 2009, grazie al singolo “Warp”, capace di trascinare l’album “Romborama” in cima alle classifiche vendendo oltre due milioni di copie. Dopo aver collaborato con alcune software house per la realizzazione di soundtrack incluse in produzioni videoludiche, nei mesi scorsi ha firmato la sua prima colonna sonora per uno spot commerciale, o meglio, d’autore, visto che le immagini portano la firma del fotografo Howard Schatz. Si tratta della campagna Repower 2015, on air da qualche settimana, di cui non si può negare l’originalità.

Oltre alla musica, anche la fotografia è una passione per Sir Bob Cornelius Rifo, senza dimenticare i social. Nel 2013 ha lanciato il progetto Web intitolato “The Real Church of Noise”, una piattaforma indirizzata agli artisti, pensata per favorire lo scambio di idee e la nascita di nuove collaborazioni.

The Bloody Beetroots

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