Conchita Wurst ha conquistato gli Eurovision Song Contest 2014 soprattutto per il suo look, femminile ma con un tocco di mascolinità dato dalla sua folta barba. Ma prima di lei, in Italia, c’era già qualcun altro che si dilettava nel canto stretto in abiti femminili: Sinner.

Al posto della barba, però, la Drag Queen barese porta dei baffetti, una palese via di mezzo tra Freddie Mercury e i Village People; il modo di vestire è decisamente più aggressivo rispetto a quello della Wurst, che opta invece per outfit più eleganti.

Sinner, 28 anni, si sta preparando a rappresentare l’Italia alla risposta 2.0 dell’Eurovision:  l’Euromusic Contest, con l’obiettivo di arrivare alla finale del 30 giugno a Parigi. Il cantante si è fatto conoscere ed apprezzare nei gay club Internazionali e di tutta Italia con le sue hit “Don’t deny the disco” e “Kurious” e molte volte è stato paragonato a Lady Gaga e Madonna.

La risposta italiana a Conchita Wurst“, così è stato definito dal quotidiano La Repubblica al quale ha dichiarato che Sinner .”È come se fosse un alter egouna rappresentazione visiva di quello che per me è arte. Sul palco Sinner si impossessa di me, è libero di esprimersi. Di solito conviviamo, ma io devo passare inosservato nella vita di tutti i giorni, per poter vivere tranquillo“.

Ovviamente non poteva che spendere qualche parola su Conchita dichiarando: “”Sono contento della partecipazione di Conchita e della sua vittoria, al di là di tutto per una questione di apertura mentale. Io sul palco ho visto un artista, un ragazzo che ha una voce bella e interessante, con un pezzo molto radiofonico e che sarebbe perfetto per 007. Credo che la combinazione di tutti questi elementi sia stata fatta per vedere chi si ferma all’apparenza e chi va oltre. Ho apprezzato molto il suo coraggio e quello di chi è dietro questa scelta, in un momento così delicato in cui l’omofobia è un tema ricorrente. Conchita testimonia coerenza, è un chiaro segno di apertura. E facendola vincere, Eurovision ha dimostrato coraggio anche nel boicottare la Russia”.

Riguardo l’identità di genere dichiara: “Il concetto sfugge molto agli italiani, e non solo a loro. Sono argomenti su cui non c’è molta informazione, non è semplice riuscire a comprendere, per chi ignora determinati discorsi. Mi colpisce molto la regressione, e non l’apertura.” ha dichiarato riguardo il ruolo dell’arte nell’identità di genere, “ Il panorama musicale fino a trent’anni fa era pieno di figure androgine. Basti pensare a Grace Jones, David Bowie, Dead or Alive, ma anche ad Amanda Lear e Renato Zero. Hanno avuto un sacco di seguito, poi c’è stata un’implosione, e non si capisce perché. Ci vorrebbe più informazione affinché la gente possa capire e non etichettare. L’arte può abbattere le frontiere del bigottismo dilagante, aiutare le persone ad andare oltre l’orientamento sessuale o l’identità di genere. È una barriera che si può superare, ma senza imposizioni. Anche l’eccesso può essere un’arma a doppio taglio, bisogna essere delicati e farsi conoscere. Nel mio caso, non ho mai dovuto dire quello che sono: c’è chi vuole capire e chi no, il modo migliore è mostrarsi per quello che si è, senza forzature. E allora accade come nel mio caso, che ci sono tante persone anche di una certa età che mi apprezzano”.

Eccolo in alcuni suoi video:

Anche Sinner lascia spazio a ballate come questa, Thinking Of You, in cui si mostra senza trucco ne vestiti di scena e, soprattutto mostra la sua bellissima voce.

Foto tratta da facebook @Sinner