Sono passate esattamente tre decadi dalla prima messa in onda dell’episodio pilota di una delle serie tv più longeve di sempre, I Simpson.

Il debutto avvenne in forma di cortometraggi nel Tracey Ullman Show, ma presto il successo della strampalata e scorrettissima famiglia gialla avrebbe decretato la messa in cantiere di uno show del tutto loro.

E d’altro canto se Marge, Homer, Bart, Maggie e Lisa Simpson sono arrivati a vedere la 28esima stagione – e il record del 600esimo episodio – lo si deve al loro carattere unico, in grado di satireggiare con efficacia la classica famiglia media americana (e non solo).

Sarebbero tanti i traguardi raggiunto dal cartone animato della 20th Century Fox da ricordare in quest’occasione, come per esempio il titolo di migliore serie televisiva del secolo conferito dalla prestigiosa rivista Time nel 1999, sul finire del millennio, oppure si potrebbero citare i 32 Emmy vinti nel corso della carriera.

Ma spesso il successo si misura anche grazie ai detrattori – in tantissimi, anche in Italia, nei primi tempi accusarono la creatura di Matt Groening, James L. Brooks e Sam Simon di volgarità gratuita – e agli epigoni che volenti o meno si sono immessi nella scia lasciata da Homer Simpson (l’evidente plagio dei Griffin, in qualche modo la versione “anabolizzata” di South Park o prodotti più recenti come American Dad e The Cleveland Show, per non parlare dell’altra creatura di Groening, Futurama).

Nonostante l’innegabile calo qualitativo degli ultimi, la storia ricorderà però personaggi memorabili come Homer, rozzo e arrogante padre in sovrappeso dotato di lampi di genio folle, la moglie Marge, paziente angelo del focolare dalle vampate focose, i figli Bart, il diavolo incarnato autore di mille burle, Lisa, la secchiona vegetariana coscienza della famiglia, e l’eterna neonata Maggie.

Sì, perché i Simpson non sono invecchiati affatto in questi trent’anni, per quanto alcuni personaggi secondari (la vera forza dello show) siano passati a miglior vita animata. Rimangono però beniamini del pubblico come lo spietato magnate Montgomery Burns, lo spocchioso Krusty il Clown, il nerd Milhouse vittima dei bulli, il preside Seymour Skinner dal passato oscuro, o il beone Barney Gumble.

Una galleria sconfinata di personaggi che ha reso viva la cittadina di Springfield, sovrastata dalla centrale nucleare in cui lavora Homer, all’ombra della quale si svolgono la maggior parte delle storie viste negli oltre 600 episodi e che ha rischiato di essere spazzata via nel primo epocale film de I Simpson.