Il parlamento italiano ha salvato il monopolio che la SIAE detiene in fatto di gestione dei diritti d’autore. La SIAE dovrà però garantire maggiore trasparenza e più partecipazione effettiva degli artisti, consentendo loro di ottenere rendiconti puntuali sui guadagni generati dalle varie opere. Le novità sono il frutto del recepimento della direttiva europea Barnier – sul mercato dei diritti d’autore -, che al Senato è passata in via definitiva con 141 voti a favore, 35 contrari e 42 astenuti. Adesso il compito di tradurre tutto in legge spetterà al governo, cui è stata demandata delega.

Almeno per il momento, dunque, il monopolio della SIAE è al riparo dagli attacchi di eventuali concorrenti. È il caso della startup inglese Soundreef, ad esempio, una delle prime a tentare di scardinare i monopoli presenti in vari Paesi, Italia compresa, che attualmente è riuscita ad assicurarsi la gestione dei diritti d’autore di importanti artisti italiani come Fedez e Gigi D’Alessio.

Il punto cruciale della direttiva Barnier che è stata recepita anche in Italia è che, sebbene il monopolio di SIAE possa continuare ad esistere, agli artisti debba essere lasciata libertà di scelta nell’affidamento della gestione dei propri diritti d’autore. C’è però un punto-chiave che la legge delega affidata al governo dovrebbe sciogliere: il motivo per cui una società italiana non possa attirare a sé artisti e gestire i diritti d’autore mentre una società estera che opera anche in Italia possa farlo (è il caso emblematico di Soundreef, ad esempio).

SIAE, da parte sua, si affida alla campagna di rinnovamento iniziata dal nuovo Presidente Filippo Sugar e puntando sul fatto che la gestione dei diritti d’autore debba restare affidata nelle mani di un soggetto pubblico e no profit (aspetto che è stato ribadito anche da una lettera scritta e firmata da oltre mille artisti, compresi Tiziano Ferro e Jovanotti).