Se ne è andato all’età di 90 anni uno dei più grandi registi della cinematografia polacca, Andrzej Wajda. Il cineasta si è spento nella notte di ieri a Varsavia a seguito di un collasso dei polmoni, dopo essere stato messo in coma controllato alcuni giorni fa.

Tra qualche giorno l’autore di celebri film come I dannati di Varsavia, Cenere e diamanti e L’uomo di ferro (Palma d’oro a Cannes nel 1981) avrebbe dovuto veder debuttare la sua ultima opera, Afterimage, proprio alla Festa del Cinema di Roma. La pellicola è dedicata alla vita di Wladyslaw Strzeminski, pittore perseguitato in patria per il suo rifiuto di conformarsi alle regole estetiche imposte dal Partito comunista.

Battagliero sin dall’infanzia, figlio di un ufficiale della cavalleria polacca, già da adolescente Wajda combatté contro i nazisti. Solo dopo essere stato respinto dall’esercito si diede all’arte, prima entrando all’Accademia di Belle Arti di Cracovia e poi preferendo la prestigiosa Scuola di Cinematografia di Lodz.

La sua carriera internazionale sarebbe decollata dopo aver vinto il premio speciale della giuria a Cannes nel 1957, grazie al film I dannati di Varsavia, incentrato sulla ribellione del 1944 dei partigiani polacchi della capitale contro i nazisti.

E d’altro canto la storia del suo Paese è sempre stata tra i temi preferiti del cineasta, insieme all’amore per la letteratura. Attivamente impegnato in politica, il suo film L’uomo di ferro racconta della nascita e dell’importanza del movimento anti-comunista di Solidarnosc, uscito proprio nel periodo in cui il governo sentiva maggiormente la pressione delle proteste, reagendo con l’imposizione della legge marziale.

A tributargli un sentito omaggio anche l’ex presidente del Festival di Cannes Gilles Jacob che su Twitter ha scritto un commosso ricordo: “L‘amico di sempre non c’è più. È stato il maestro indiscusso del cinema polacco. Cineasta barocco dal lirismo potente, coscienza di un intero popolo, Andrzej Wajda ha accompagnato gli scossoni della storia del suo Paese”.

Di recente – nel 2013 – Wajda aveva firmato L‘uomo della speranza, incentrato sulla figura del premio Nobel per la pace Lech Walesa, fondatore di Solidarnosc, mentre è del 2007 il film Katyn, duro atto di accusa sulla strage dimenticata dell’esercito russo in Polonia, avvenuta nell’omonima foresta, sul finire della Seconda Guerra Mondiale.