Si è spenta all’età di 85 anni la celebre attrice Shirley Jane Temple Black, famosa enfant prodige del cinema, soprannominata “riccioli d’oro”.  A dare la notizia della sua scomparsa è stata la famiglia, come riferisce la Bbc.

Nata a Santa Monica il 23 aprile 1928 e nella sua carriera si affermò come attrice, cantante, ballerina e infine anche come diplomatica. Sullo schermo ha portato personaggi di bambine dolci e leziose, ma dotate di un acume e di una saggezza impressionanti per la loro età, il suo primo successo arrivò con La piccola principessa del 1939, tra i suoi film più noti, invece, ci sono Riccioli d’oro (1935), Shirley Aviatrice (1936), Zoccoletti olandesi (1937) e Rondine senza nido (1938).

Il successo della Temple fu così strepitoso da andare molto oltre il cinema: negli anni ’30 fu un vero fenomeno di costume, che in molti tentarono di spiegare con motivazioni sociali e psicologiche.

Uno dei principali aspetti notati immediatamente fu il legame tra la carriera della piccola attrice e il percorso degli Stati Uniti per uscire dalla Grande Depressione, attraverso il New Deal rooseveltiano. Molti affermarono che Shirley, con il suo stesso aspetto fisico (viso paffuto con le celebri fossette sulle guance), “compensava” la vista deprimente dei bambini americani nei cinegiornali dell’epoca, magri, smunti, sporchi e rachitici a causa della povertà che affliggeva il paese.

Un’altra interpretazione del successo di Shirley presso il pubblico maschile dell’epoca la interpreta come opposto della figura del femminino rappresentata da Mae West. Alla donna aggressiva, dalla sessualità esplicita, si contrapponeva la fanciulla dolce ed indifesa, che ispirava negli uomini protezione.

Non sempre il personaggio di Shirley Temple fu visto in una luce positiva. Nel 1937 il romanziere Graham Greene scrisse una recensione sulla rivista Night and Day sulla sua apparizione nel film “Alle frontiere dell’India” (Wee Willie Winkie, ispirato ad un racconto di Rudyard Kipling) in cui, riprendendo anche il giudizio di diversi critici precedenti, accusa deliberatamente gli ammiratori della Temple di pedofilia:

Il caso della signorina Temple, tuttavia, è d’interesse peculiare: per lei l’infanzia è solo un travestimento, il suo appeal è più segreto e più adulto. Già due anni fa era un bel bocconcino (la sua infanzia, secondo me, si è conclusa con ”La piccola ribelle”). In Capitan Gennaio indossa i pantaloni con la matura coscienza di una Dietrich: il culetto elegante e già ben sviluppato si dimena nel tip-tap, gli occhi in tralice ti cercano con maliziosa civetteria. Adesso, in Alle Frontiere dell’India, con quel gonnellino corto, è davvero uno schianto! Guardatela mentre corre tra le baracche indiane; ascoltate l’affannoso respiro di eccitazione dei suoi attempati spettatori quando il sergente la solleva in alto; osservate con che disinvoltura professionale squadra un uomo, con fossettine di depravazione. Sentimenti d’amore e di passioni adulte filtrano attraverso la maschera dell’infanzia, un’infanzia che è soltanto un velo. Tutto ciò è molto astuto, ma non può durare. Se i suoi ammiratori – signori di mezza età ed ecclesiastici – soggiacciono alla sua ambigua civetteria e alla vista del suo corpicino ben fatto e desiderabile, che trabocca di una smisurata vitalità, è solo perché la storia e la sceneggiatura alzano una barriera di sicurezza tra la loro ragione e il loro desiderio“.

Anni dopo, ormai maggiorenne, la stessa Temple tornò sulla vicenda, in un ironico articolo pubblicato sul giornale. L’accusa di “lolitismo” ante-litteram però fece scuola, al punto che Vladimir Nabokov, dopo l’uscita del suo celebre romanzo, notò sarcasticamente che lui e la Temple erano “nati nello stesso giorno” (ma non nello stesso anno!)

Da adulta, dopo il matrimonio con Charles Black (da cui avrà un figlio, Charles Alden Black, Jr., e una figlia, Lori Black), l’ex-attrice si butta in politica, candidandosi al Congresso degli Stati Uniti per il Partito Repubblicano nel 1967. Successivamente avrà diversi incarichi diplomatici: è rappresentante degli USA presso l’ONU dal 1969 al 1970, e ambasciatore degli USA in Ghana (1974) e Cecoslovacchia (1989). Circa il suo incarico di ambasciatrice ha commentato: “È stato il miglior lavoro che io abbia mai avuto”.