Che Shia LaBeouf avesse iniziato da qualche tempo a partecipare a bizzarri esperimenti di arti performativa contemporanea basata sul suo status di celebrità cinematografica è cosa risaputa, visti anche i risultati esilaranti.

Ma l’attore noto come interprete della saga dei Transformers, invero non proprio uno dei beniamini del pubblico, si è superato con un nuovo progetto chiamato #ALLMYMOVIES e realizzato insieme a un collettivo che comprende LaBeouf, Rönkkö & Turner.

L’idea è tanto semplice quanto geniale: Shia LaBeouf guarderà tutti i film in cui ha lavorato dal suo esordio fino a oggi (anche come doppiatore) in una lunghissima maratona non-stop della durata di 3 giorni che si tiene presso l’Angelika Film Center di New York.

La proiezione dei film in ordine cronologico inverso rispetto alla realizzazione (dall’ultimo in sala a quello di debutto) è iniziata il 10 novembre ed è quasi in via di conclusione; inoltre è aperta a chiunque voglia sedersi nello stesso cinema con l’attore. La cosa migliore del progetto è che è possibile vedere le reazioni di Shia LaBeouf in quanto è stato organizzato un livestreaming (disponibile a questo link) di una videocamera che punta sul suo volto illuminata dal grande schermo su cui ogni tanto sfila la sua immagine.

Un esperimento intellettuale, metatestuale e narcisistico di grande suggestione e dalle sfumature senz’altro anche auto-ironiche, che non ha potuto non scatenare i lazzi del web.

Tuttavia è interessante vedere quale possa essere la reazione di un attore che si è dimostrato più affine al versante autoriale del cinema mentre è intento a guardarsi in alcuni film spiccatamente commerciali come i tre Transformers cui ha preso parte, a thriller come Disturbia e Eagle Eye, o a blockbuster come Constantine, Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo e Io, robot o commedie demenziali come il prequel di Scemo e più scemo.

Fino a ora Shia, che non è nuovo a queste provocazioni, è apparso tenace nel suo proposito e lo abbiamo visto commuoversi, sbuffare, mettersi le mani nei capelli, dormire stremato e abbandonare il suo posto per sgranchirsi le gambe e andare in bagno.

In ogni caso quello dell’attore è forse un gesto che ogni professionista della recitazione dovrebbe fare almeno una volta nella propria carriera per comprendere cosa si è prodotto di buono e in che modo si vorrebbe procedere in futuro.