Sbanca ai botteghini anche in Italia Sherlok Holmes “revolver”, seconda puntata del già campione d’incassi firmato dal noto Sig. Ciccone (in arte Guy Ritchie).

Il regista, recentemente  approdato a Roma  per presentare il film, ne ha parlato in termini molto personali, descrivendo la propria esperienza nell’immaginare e focalizzare l’attenzione del suo operato partendo dal  “concept”  che, secondo la sua visione, l’autore trasmette: descrive  la sua istintiva attrazione per il potere che assume l’inganno se manipolato magistralmente con il fine ultimo di non rendere consapevole la vittima, di essere completamente truffata.

Durante l’incontro con la stampa, alla domanda sul perché abbia scelto il titolo “revolver”, Guy Ritchie risponde di essersi fortemente ispirato alla natura del perverso meccanismo descritto.

Secondo l’autore, il fatto che il gioco continui a ripiegare su se stesso senza tregua e senza via di uscita, fino al momento in cui almeno uno dei giocatori realizza di essere la pedina della strategia dell’altro – come ad esempio accade spesso negli scacchi – e da questa presa di coscienza, improvvisamente, egli tenti “una rimonta” è il momento in cui il gioco prende una nuova forma, acquistando il suo senso ultimo.

Questo film, conclude il sagace regista inglese, è basato proprio sulla formula del gioco: dove il gioco ha inizio, dove una fine , e soprattutto chi sta imbrogliando chi.

Resta una domanda: si può imparare una lezione importante dall’illustre investigatore?

Al pubblico spetta la risposta ma il film, merita davvero.